Si spengono le luci e si chiude il sipario sul Garilli. Il Pro Piacenza chiude il suo 2015 domestico nel modo in cui tutti un po’ si attendeva. Un pareggio interno contro il Mantova che e’ quasi una fotocopia di quasi tutte le precedenti sfide viste dal maggio scorso sull’erba di via Gorra: tanta corsa, tanto impegno ma , soprattutto, pochi gol e zero vittorie. Otto incontri disputati, sei pareggi, due sconfitte e solamente tre reti realizzate; se non ci fosse un rendimento da trasferta a bilanciare la classifica, oggi il Pro vedrebbe (quasi) tutte dal basso, invece la graduatoria rimane ricca con un posizionamento saldamente al di sopra della zona rossa ed il rammarico che, stante la pochezza di un girone tutt’altro che irresistibile, sarebbe bastato poco per puntare a traguardi superiori.
COMPATTEZZA DIFENSIVA: partiamo pero’ dalle considerazioni positive. Viali ha lavorato da maestro nella fase difensiva costruendo un assetto di retroguardia assolutamente di prim’ordine. Intorno all’asse Fumagalli-Bini-Sall-Piana tutta la squadra sa coprire e spezzare il gioco avversario, concedendo poche occasioni da rete mantenendo un equilibrio nella propria meta’ campo che difficilmente lascia occasioni agli avanti antagonisti. Con il Mantova l’allenatore si e’ concesso il lusso di lasciare fuori Sall riproponendo dopo un mese la coppa di centrali Piana-Bini, senza pero’ incidere sul rendimento globale. Due sole reti subite nelle ultime sette giornate di campionato: con questi numeri la salvezza diretta e’ alla portata.
QUALITA’ DI MANOVRA: se dietro si sorride non si puo’ dire la medesima cosa per l’attacco. In casa il Pro fa fatica: tre sole reti in quattro mesi di campionato sono e’ un bottino misero che fa da contrasto alle 8 reti segnate in trasferta. E’ evidente che manca quel giocatore di qualita’ in mezzo al campo capace di creare quella superiorita’ numerica (al centro o sulle fasce) e di ribaltare l’azione da difensiva ad offensiva. Se si tratta di agire in contropiede ed in spazi larghi ecco che le qualita’ di sprinter di Rantier, Alessandro e Barba vengono esaltate. Se invece l’azione riparte con difesa schierata allora i problemi aumentano a dismisura.
ALESSANDRO: a cio’ aggiungiamo l’involuzione tattica che ha avuto l’uomo migliore dei rossoneri. Danilo Alessandro troppo spesso gioca e ragione per vie esterne quasi avulso dalla manovra. I suoi colpi e il suo senso del gioco possono e debbono essere messi di piu’ a sevizio della manovra; ma la sua posizione troppo decentrata sulla sinistra “alla Cassano” rende le sue giocate quasi fini a se’ stesso.
CRISTOFOLI-LOMBARDI: al Pro Piacenza manca anche uno stoccatore d’area. Cristofoli e’ bravo e rapido nel fare a sportellate e ad aprire il gioco. Lombardi e’ piu’ scattante ed in grado di giocare “fronte alla porta”. Entrambi pero’ non sono centravanti da “grappoli” di gol. Su questo la societa’ dovra’ intervenire nel mercato invernale.
DESERTO: cio’ che sicuramente non incentiva e’ l’atmosfera da “deserto dei Gobi” che si respira al Garilli. Pochi spettatori mugugnanti che raramente fanno sentire il loro appoggio ai giocatori in campo. E’ ovvio che in questo silenzio da messa domenicale, l’ardore agonistico ne risenta.
CLASSIFICA: nonostante i colpi a sorpresa di Lumezzane, Pro Patria e Padova, i rossoneri si mantengono al di sopra della zona rossa. Attenzione in particolare ai bustocchi capaci di sorprendere la Cremonese ed in grado di fare 6 punti nelle ultime 5 gare. Se dovessero riprendere il treno salvezza allora la quota-punti per evitare i play-out potrebbe alzarsi notevolmente.
SUD TIROL: per i piacentini l’anno solare si chiude nell’inedita trasferta di Bolzano contro il Sud Tirol di Giovanni Stroppa, formazione ambiziosa ma che proprio tra le mura amiche ha trovato piu’ di una difficolta’ per riconfermarsi al vertice della classifica. Per gli altoatesini solo due vittorie in riva all’Adige condita da tanti pareggi. Viali avra’ dunque la possibilita’ di confermarsi eroe di trasferta ed arrivare alla pausa nelle migliori condizioni mentali e di punti.




