PORCALOCA, Sagra del cotechino vaniglia e dell’oca: dal 9 al 12 ottobre a Castelvetro Piacentino

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Torna anche quest’anno l’attesissima sagra che il comune di Castelvetro Piacentino dedica a due eccellenze gastronomiche: PorcaLoca, la Sagra del cotechino vaniglia e dell’oca.

Dal 9 – 10 – 11 – 12 e il 13 ottobre la Pro loco di Castelvetro ha in programma balli, luna park e un banco di beneficenza. Per tutte le sere si cena e si balla su pista d’acciaio all’interno di una tensostruttura riscaldata.

– Servizio al Tavolo!
– Vicinanze Mensa Scolastica, Via Dante Alighieri
– Domenica anche a Pranzo dalle ore 12.00
– Serate Danzanti dalle ore 21.15
– Luna Park
– Bancarelle

– Mercatino del vintage e dell’usato e del baratto

  • nella mattinata di domenica toreneo di calcio a cinque delle frazioni

Cotechino “vaniglia” una vera prelibatezza: è nato a Cremona, ma ora Saronni lo fa a Castelvetro P.no

Cacciatori di prelibatezze, prima che finisca l’inverno val la pena fare una puntatina a Castelvetro Piacentino per procurarselo. Non dimenticate il salame cremonese con l’aglio, è un’altra sorpresa di Saronni.

Va da se che il cotechino acquistato da Saronni l’ho portato in tavola la sera dell’Ultimo. E’ stato un trionfo! Del resto annunciato, ma sempre come se fosse la prima volta: è anche questa la forza del cotechino “vaniglia”. Accompagnato con un superbo purè di patate piacentine di montagna, esattamente di Coli dove le acquisto ogni anno, ha recitato la parte del re della tavola . Se siete irriducibili cacciatori di prelibatezze andate in processione a Castelvetro a casa di Saronni. Il laboratorio lo trovate di fianco la pizzeria L’infinito, circa quattrocento metri prima del ponte sul Po. “Vi toccherà” chiedere perché non vedrete nessuna insegna ne segnalazione, quasi fosse una caccia al tesoro. Mentre siete lì fatevi incartare un salame con l’aglio di Cremona. “Non è parente” con quello piacentino, ma ha una sua dignità e quello di Saronni in particolar modo esprime tutta la tradizione e la capacità norcina di un territorio dove l’eccessiva umidità impedisce di fare insaccati di pregio ma non quelli da pentola. Ebbene il “vaniglia” è il massimo, non teme confronti con qualsiasi altro, con lo zampone e nemmeno con la spalla cotta di San Secondo: fidatevi. G.d.P

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