Polo del Ferro a Le Mose, nuova intesa tra Comune e Ferrovie dello Stato. Prevista anche la riqualifica della stazione ferroviaria

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L’assessora all’Urbanistica del Comune di Piacenza, Adriana Fantini, assicura la ripartenza del progetto del ‘Polo del ferro’ entro luglio, con la firma di un protocollo d’intesa tra Palazzo Mercanti e le Ferrovie dello Stato, dopo un ventennio di attesa e un altro protocollo d’intesa firmato nel 2019 tra la Giunta con anche la Regione Emilia-Romagna e il Governo italiano, rimasto però lettera morta. La base fondante del progetto è trasportare quanti più prodotti e merci possibili non su camion, come avviene oggi nel polo logistico de Le Mose, ma su rotaia. In buona sostanza, significa realizzare nella nostra città una stazione logistica intermodale come scalo di qualità di livello nazionale e regionale proprio in un’area industriale che è divenuta uno dei siti di movimentazione di container più importanti d’Italia.

Gli operatori nazionali della logistica hanno discusso di queste nuove modalità di trasporto a Parma, durante l’assemblea dell’Unione degli interporti uniti con la partecipazione del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ma i rappresentanti del Comune di Piacenza erano assenti: “Noi non ci siamo andati perché siamo impegnati a lavorare in maniera concreta per far partire il ‘Polo del ferro'”, ha risposto Fantini, che ha definito molto operativa la riunione tenuta coi vertici di Sistemi urbani di Ferrovie dello Stato, una società del gruppo che si occupa di rigenerazione e valorizzazione immobiliare: “Abbiamo definito i ruoli, per raggiungere un obiettivo che ci poniamo dal 2004 senza riuscirci”.

L’Amministrazione comunale ha lavorato assiduamente negli ultimi mesi per portare le parti ad una nuova intesa, soffermandosi sui motivi che hanno bloccato il progetto tante volte: la Granella, un’area di 500mila metri quadrati adiacente al sito de Le Mose, di cui 20mila sarebbero destinati alla ferrovia composta da quattro binari – con la prospettiva di aumentarli nel tempo – per il nuovo scalo merci a servizio del polo logistico e, fra l’altro, in una posizione ultra-favorevole come interconnessioni trovandosi a fianco delle linee Milano-Bologna e Piacenza-Cremona. La Granella, però, è sempre stata di proprietà di diversi soggetti “mai d’accordo fra di loro”, ha spiegato Fantini. Essendo pietra angolare di un’operazione che vede Ferrovie dello Stato in partenariato con gli svizzeri di Hupac, gruppo leader nel trasporto intermodale ferroviario, intenzionati a investire in un nuovo terminal logistico per trasporti su maxi-treni lunghi fino a 750 metri da 2mila tonnellate di carico, la Granella costituisce un nodo che va assolutamente sciolto, anche con metodi ‘coercitivi’ previsti dalla legge per ottenere lo scalo merci: il cosiddetto esproprio di pubblica utilità. Finché l’accordo era in capo a privati questo non era uno strumento percorribile, ma ora che l’accordo è in capo alle Ferrovie sì. “O i privati si mettono d’accordo con un’intesa bonaria o parte l’esproprio”, ha assicurato l’assessora, che ha continuato: “Lo Stato conferma la valutazione di partenza e cioè l’individuazione di Piacenza come luogo dove, per le caratteristiche strategiche del nostro polo logistico, è giusto investire nel trasporto su ferro”, che quantifica gli investimenti in non meno di 100 milioni di euro. La Hupac ha dichiarato 60 milioni come dote finanziaria, insieme a Mercitalia Logistics (gruppo di FS), per la realizzazione del nuovo terminal intermodale; mentre era stato tra i 50 e i 70 milioni il costo stimato dalla Rete Ferroviaria Italiana per l’ammodernamento dell’area della stazione ferroviaria di Piacenza, implementando un apparato tecnologico da cui tutto il sistema (merci e passeggeri) verrà telecomandato. Il Comune punterà, quindi, a inserire negli accordi una ambiziosa riqualificazione complessiva del comparto di piazzale Marconi.

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