
Il sindaco uscente tira le somme del mandato appena andato in porto e si dice fiducioso sull’esito delle prossime elezioni: “Spero che sia il mio lavoro a parlare per me”
Manca poco più di un mese alle elezioni comunali di Borgonovo e il sindaco uscente Pietro Mazzocchi fa il punto sul mandato appena terminato e sulla sua ricandidatura. Al fianco del primo cittadino ci sarà la lista civica “Insieme per Borgonovo” e il supporto dei partiti di centrodestra.
Dopo questi cinque anni di mandato che stanno tramontando la decisione di ricandidarsi. Pensa che la sua seconda elezione possa essere più facile rispetto alla prima?
Fare il sindaco è un mestiere che si impara strada facendo. La mia rielezione dipenderà in grande misura da quello che ho saputo lasciare negli ultimi cinque anni e dalla qualità del mio operato. Però no, non credo assolutamente che possa essere più facile tornare a ricoprire questo ruolo ad ottobre rispetto alla prima volta. Mi auguro di aver lasciato il segno e di poter continuare a lavorare per il bene di Borgonovo.
Che esperienze ha maturato durante il suo mandato? Cosa ha in più Pietro Mazzocchi ora rispetto a cinque anni fa?
Credo che il mio sia stato un buon quinquennio. Ovviamente avrei voluto avere l’esperienza che ho ora anche all’inizio del mio mandato. La cosa fondamentale è stare a stretto contatto con i consiglieri e con i cittadini, lavorare giorno per giorno con costanza. Poi l’emergenza sanitaria ha sconvolto tutti; noi per primi ci siamo ritrovati a dover lasciare a casa tutti i dipendenti del comune e a dover imparare forzatamente a lavorare a distanza. Ma anche questa è andata e ci ha resi più forti e consapevoli.
Cosa ha da dire in merito agli screzi avuti con il candidato di “Terza Lista” Guido Guasconi?
I comizi che il mio avversario tiene a cadenza settimanale o quindicinale all’inizio di Via Roma non ci toccano più di tanto. La diatriba è nata quando ancora l’accesso al mercato settimanale era contingentato e i suoi discorsi raccoglievano un campanello d curiosi che finivano con il bloccare l’ingresso al mercato e con il creare assembramenti. La mia decisione di far spostare Guasconi più nel centro di Via Roma è stata additata da lui come una manovra “dittatoriale atta a metterlo a tacere”. Il mio avversario ha poi ribadito come la sua sia stata una azione di “disobbedienza civile”. Ci tengo a sottolineare come appena agli inizi di settembre scatterà il conto alla rovescia di un mese prima delle elezioni e da allora si potranno tenere comizi dove e come si vuole, previa autorizzazione formale. Sarebbe bastato aspettare qualche giorno senza mettere in piedi inutili teatrini.
Quali sono stati gli ultimi lavori messi in atto dalla sua amministrazione?
Sono particolarmente fiero di come abbiamo saputo muoverci per guadagnarci vari bandi sia regionali che nazionali. In particolare sottolineo quello relativo allo stanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per la costruzione di un nuovo asilo nido. Inoltre ci siamo mossi in maniera efficace anche per quanto concerne la mobilità elettrica. Sono anche felice di poter dire che la spinosa questione del rifacimento delle mense scolastiche sia stata quasi risolta. La ditta che ha vinto l’appalto non è stata in grado di lavorare e fortunatamente siamo stati capaci di vincere la causa nei loro confronti per “gravi inadempienze”. Ora una nuova ditta di Settima si è fatta carico dei lavori. Per l’anno scolastico 2022/2023 sarà tutto pronto.
Chiudiamo con uno sguardo al futuro prossimo. Si dice fiducioso in merito all’esito delle prossime elezioni?
Fiducioso si, ma non certo sicuro di vincere. Io posso solo essere orgoglioso del lavoro messo in atto da me e dai miei collaboratori. Spero che possano essere i fatti a parlare per me. Ringrazio la Lega e chi ha lavorato al mio fianco, con la speranza di poter proseguire la nostra avventura ancora per cinque anni per il bene di Borgonovo.




