L’Epifania tutti gli allenatori si porta via. Non si puo’ certo dire che la calza della befana porti fortuna ai coach del Piacenza Calcio a cui la popolare strega con la scopa non porta ne’ dolci ne’ doni ma solo carbone sotto forma di esonero. Esattamente 12 mesi fa la chiusura del breve e sfortunato regno di Roberto Venturato al termine di un clamoroso harakiri interno contro il Seregno, ora, ad un anno di distanza sempre un’ inquietante e paradossale disfatta interna contro una squadra onesta (ma nulla piu’) come l’Este segna l’epilogo del Francesco Monaco-bis. E dire che l’allenatore brindisino aveva saputo resistere e gestire dignitosamente la squadra nel mezzo della bufera del fallimento societario e dell’arrivo della banda di Gallo e c.,ma evidentemente le insidie e le trappole di un campionato a lui sconosciuto alla fine sono costate la pelle ad un tecnico inizialmente osannato dalla piazza ma col passare dei mesi ( e delle sconfitte) fortemente criticato dalla piazza e dall’interno della societa’ stessa. Su di lui pesano evidetemente l’incertezza nella gestione dei giovani ma soprattutto l’aver insistito a lungo su un modulo inadatto palesemente alla squadra e ai giocatori a disposizione. Non si puo’certo dire che la societa’non lo abbia assecondato mettendogli a disposizione sia nel mercato estivo che in quello autunnale fior di giocatori sia come numero che come qualita’, portando al sacrifico anche di alcuni pezzi da novanta giubilati per il bene comune e soprattutto non graditi al tecnico (chiaro il riferimento ai vari Marrazzo, Redaelli, ; Mei, Zanardo, Nichele e Sanasvhili). Proprio quando Monaco sembrava aver trovato la quadra ecco l’ennesimo ribaltone con un ritorno allo sbilanciato 4-2-3-1 in luogo di un piu’ organico 4-3-3 (che aveva portato in dote 6 punti e zero gol subiti in due partite) accantonando inspiegabilmente il promettente e positivo Saber riproponendo una difesa impacciata ed in eterno imbarazzo ed un centrocampo assente in personalita’ e copertura difensiva. E’ soprattutto una scarsa conoscenza della categoria e degli avversari che piu’ viene imputato all’ormai ex-tecnico biancorosso che ha portato un bilancio di 6 sconfitte di cui 4 negli scontri diretti e ben 3 casalinghe, dodici punti di distacco dalla prima ed una involuzione di gioco e di risultati drammatica cosi come e’ risultato scoraggiante il confronto con gli altri tecnici giovani e capaci della categoria : Cari e Bagatti (tecnici di Rimini e Correggese) contro il Piacenza hanno fatto un figurone quasi ridicolizzando tatticamente il piano di squadra di Monaco; e’ tutta li probabilmente la differenza tra un mister anagraficamente verde ma conoscitore della categoria ed un allenatore che invece , pur gestendo giocatori dal nome importante e con un passato in serie superiori, non riesce a trarre il meglio dal materiale umano a disposizione. Ora si riparte da un nuovo mister con cui sara’ obbligatorio gia’ pianifcare la prossima stagione, che dovra’ necessariamente essere giovane ma anche un perfetto conoscitore dei meandri della serie D, gestire e scegliere al meglio gli “under”, e comunque capace di reggere la pressione di una piazza che scalpita e vuole il ritorno tra i “pro”.




