Piacenza travolto a Imola,
fine dei sogni di gloria

0

di Giancarlo Tagliaferri – Il tempo e’ scaduto. Imola come Waterloo; la sconfitta sulla sponda del Santerno segna la fine dei sogni gloria per la stagione in corso ma mette probabilmente una pietra tombale sul progetto di rinascita biancorossa firmato dai fratelli Gatti. Il disarmante tracollo biancorosso e’ figlio non solo degli allucinanti ribaltoni delle ultime settimane, ma anche da una sequela di scelte strategiche sbagliate non solo a livello di allenatori e giocatori ,ma anche di poltiche societarie e di errori di valutazione: in primis l’aver sottovalutato il reale coefficiente di difficolta’ della serie D e l’essersi affidato a protagonisti inesperti per tale campionata, il tutto ovviamente condito da un’abbondante dose di isterismo e di nevrosi collettiva. La deriva delle’ultimo mese e’ come il naufragio del Titanic: primato in classifica a novembre, stagione virtualmente da buttare a meta’ dicembre , con nel mezzo quattro sconfitte in sei gare,un distacco di meno dodici dalle vetta, mezza squadra epurata, un allenatore in piena confusione tecnico-tattica cui e’ sfuggito di mano mezzo spogliatoio (da cui l’epurazione frettolosa ed improvvisata di mezza squadra). Ma il difficile viene adesso: c’e’ innnanzitutto una stagione da portare a termine,col rischio concreto di doversi guardare le spalle per non rendere catastrofico il girone di ritorno, c’e’ da scegliere con quali giocatori continuare, chi accettera’ di rimanere in un ambiente che sembra piu’ una polveriera che una squadra di calcio, ma soprattutto c’e’ da ricostruire per programmare il futuro.
Ed e’ proprio il futuro l’incognita maggiore; avranno ancora i Presidenti la voglia di investire e ripartire da zero dopo due stagioni cosi fallimentari? C’e’ onestamente da interrogarsi sulla necessita’ di una rifondazione che non deve partire dal campo o dalla panchina ma che deve gioco forza coninvolgere le stanze dei bottoni,ed il plurale non e’ usato a caso. Ha ancora un senso che in una citta’ dal bacino di utenti limitato sia come tifosi che come sponsor vi siamo contrapposte due realta’ calcistiche ,le quali per antipatie personali e ripicche passate si fanno la guerra e non collaborano? Il risultato e’ sotto la lente di tutti: Pro Piacenza virtualmente retrocesso a novembre (pur con tutte le attenuanti del caso) e Piacenza in smobilitazione a meta’ dicembre. Forse e’ giunto il tempo per sedersi tutti insieme ad uno stesso tavolo e serenamente ma senza indugio incominciare a progettare un percorso comune che possa ripartire il prossimo anno con un’unica realta’ forte in serie D, con gente capace, una programmazione pluriennale, un budget adeguato, unendo le forze, le passioni, le reciproche esperienze e competenze. Solo cosi facendo i piacentini potranno riavere in pianta stabile una squadra tra i professionisti e magari sognare il miraggio di quella serie B che oggi pare una chimera come la neve a ferragosto.
A Marco e Stefano Gatti, Bruno Giglio, Antonio Scorsetti e Pietro Tacchini,  in un monento in cui le rispettive gestioni stanno attraversando con tutta probabilita’, il loro periodo piu’ nero e difficile,  vorremo ricordare solo un detto, tanto caro a tutti i tifosi biancorossi e che dovrebbe contraddistinguere da ora in poi il loro operato: “ Vogliate bene al Piacenza Calcio”.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.