Era la prova del nove per il Piacenza, dopo l’imprevista goleada di Abano i biancorossi erano chiamati contro il Castelfranco a dare continuita’ al proprio rendimento e, soprattutto, ai propri risultati. Ne’ e’ uscita una prova deludente con un nuovo sclialbo pareggio noioso ed inutile che non fa altro che aumentare recriminazioni e le delusioni.
SINDROME DEL GARILLI: doveva essere l’arma in piu’, uno stadio da serie A con un pubblico di categoria superiore che avrebbe dovuto impaurire e intimorire squadre abituate a campetti poco piu’ che parrocchiali. Ma e’ proprio l’effetto-Galleana a rivoltarsi come un boomerang sui piacentini; squadra e giocatori troppo spesso bloccati dall’emozione o puniti dalla voglia di strafare con risultato che, proprio nel momento in cui c’era da spiccare il volo, nel momento clou della stagione il Piacenza ha racimolato solo due vittorie su sette partite disponibili lasciando per strada ben 13 punti in quello che doveva essere il “fortino biancorosso”; se contiamo che i punti dalla capolista Rimini sono 16 ecco spiegato in maniera matematica le ragioni del “gap”.
CONFUSIONE TATTICA: anche Luciano De Paola ci ha messo del suo, sembrava aver trovato lo schieramento tattico e di uomini adeguato e convincente, ma contro il Castelfranco ha voluto stravolgere l’impianto di gioco con curiose soluzioni inventandosi Saber attaccante, Mauri mezz’ala, Ruffini a sinistra e dando fiducia al pantagruelico Girometta. Certo l’assenza di Volpe era pesante, cosi come non era prevedibile un Corso cosi sotto tono, ma il buon vecchio detto “squadra che vince non si cambia” andava messo in pratica soprattutto con una formazione piu’ volte costretta a ribaltoni e a cambi di modulo.
DIFESA: zero gol presi nella nuova gestione e in particolare evidenza nessuna rete subita con il tridente difensivo Colicchio, Di Maio, Ruffini, miglior difesa esterna. Da qui si puo’ e si deve ripartire, Monaco nella parte finale sua gestione aveva lavorato bene su questo reparto, De Paola ha migliorato ancor di piu’ questo aspetto, ora Piacenza ha una difesa di granito e questo fa aumentare ancora di piu’ il rammarico per le occasioni perse.
BIG A PASSO DI GAMBERO: e pensare che, Rimini a parte, tutte le altre contendenti al salto di categoria stanno segnando il passo. Correggesse, Delta ed Este sembrano non in grado di reggere minimamente il passo con i biancorossi romagnoli lanciati ormai verso il paradiso della Lega Pro. Solo poco piu’ di due mesi fa il Piacenza ospitava da capolista Ricchiuti e compagnia, da quel giorno , per le due grandi nobili decadute della serie D, tutto e’ cambiato.




