
Piacenza squadra di pazzi. Me lo scrive Dino Landini a fine partita. La sintesi funziona, come ha funzionato tutto in campo. Il 6 a 0 è un risultato che entrerà nelle curiosità degli almanacchi. Di certo non lo celebreremo a lungo. Un po’ perché Pro Sesto ha già vissuto male una domenica, senza che vi sia bisogno di rinverdire loro il ricordo. Molto perché mercoledì è in programma il recupero con Novara, poi domenica la trasferta di Lucca. Senza misure sanitarie in essere, ci sarebbe fermento attorno ai biancorossi. Piacenza – Pro Sesto è gara classica da Subbuteo: maglia rossa squadra 1, maglia blu squadra 2, portiere bianco, portiere verde. Portiere verde vivrà una giornataccia. Le foto pre gara mettono come sfondo la curva Nord anziché la tribuna. Ne avrò viste un paio al massimo. La formazione titolare di Piacenza stravolge le previsioni e conferma come Mister Manzo sappia gestire il sensibile contesto. Parte bene Pro Sesto. La prima occasione è loro, il primo goal di giornata, annullato, è loro. Piacenza tira dritto. Gioca calcio partecipato, il terreno non condiziona la manovra. E a proposito, quello del Garilli merita un plauso. Pesante sì, ma con l’acqua che è venuta, mostrava perfezione. Si arriva alla più o meno alla mezzora. Simonetti addomestica e punterebbe la porta. L’ostacolo che lo ferma è da cartellino rosso. L’arbitro prima espelle un innocente, poi individua il corretto autore. Mentre il gruppone protesta, D’Iglio prepara la battuta. Risulterà una delle migliori di sempre. Sotto l’incrocio, accarezzando la traversa. La schiena di portiere verde si piega a raccogliere. Pro Sesto reagisce, ma dura poco. Le spire di un’azione piacentina, che avrà contato quaranta passaggi veloci, portano la difesa blu ad aprirsi. Il tocco finale di Ballarini è nell’angolo basso. Altro piegamento di portiere verde. Pro Sesto la butta sull’individuale. Porta palla, la perde, e il contropiede del 3 a 0 lo finalizza Maritato. Fine primo tempo, di più non si può chiedere. La seconda parte è scremata. Senza pathos il calcio diventa sport. Il fatto è che Pro Sesto continua a correre. Corre e lascia spazi. Inevitabile che il tabellino registri l’aumento di nominativi. Nei due minuti che la terna arbitrale concede come recupero, quelli di Sesto San Giovanni si chiedono che senso abbia avere a disposizione due minuti di recupero.
Protagonisti:
Libertazzi: il meno protagonista di tutti, ma era pur sempre portiere bianco.
Visconti: La miglior prestazione di stagione.
Battistini: c’era meno bisogno di lui, ha tenuto profilo basso.
Bruzzone: il capitano ha giostrato palla come sa, senza pause, senza macchia.
Corbari: la pedina malleabile della truppa. Dove lo metti, rende.
Simonetti: riprende da dominatore quello che aveva smarrito in un paio di giornate sotto tono.
Ballarini: conferma le potenzialità firmando una rete importante.
Galazzi: solito martellare. Quando segna il quarto, si tuffa all’indirizzo dei fotografi. Ormai è smaliziato.
Siani: ha giocato per i compagni. Torri, sponde, gestione. Quel che si indica con lavoro oscuro. Più utile di oscuro.
Maritato: fin dalle prime corse si vede che sarà la sua giornata. Festeggia la rete con la palla sotto la maglia. Compagna in attesa, anche noi lo eravamo.
Sono entrati:
Heatley: entra nell’intervallo al posto di Ballarini. Segna il quinto ed è felice.
Losa: rileva Visconti. La gara ha poco da dire per tutti, non per lui che è al secondo gettone da professionista.
Babbi: rileva Siani, ma siamo all’armistizio. Si gioca solo a far finire la partita.
Maio: si cambia con Maritato e lo raggiunge nella classifica dei marcatori. È il sesto sigillo di giornata.
Manzo: il Mister va oltre lo straripante risultato, va oltre l’episodio chiave espulsione-goal, va oltre i moduli. Il Mister vede e i suoi lo seguono.




