Emporio solidale in aiuto a 140 famiglie. Il presidente Idda: “Sosteniamo nuclei più bisognosi grazie agli sportelli di ascolto”

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MARIO IDDA PRESIDENTE DI EMPORIO SOLIDALE

Sono 140 i nuclei familiari piacentini assistiti dall’Emporio solidale. Da inizio anno, le richieste di aiuto sono aumentate notevolmente: la pandemia ha aggravato la situazione sul territorio, includendo – nella cosiddetta ‘fascia della vulnerabilità’ – famiglie che fino allo scorso gennaio vivevano autonomamente e che ora – invece – si trovano in difficoltà. “L’Emporio – sottolinea il presidente Mario Idda – non è solamente un supermercato solidale (dove si fa la spesa con una tessera a punti usufruibile per un periodo di sei mesi fino a un massimo di 1 anno), bensì uno spazio di relazioni dove le persone vengono accompagnate a recuperare la propria autonomia”. L’aggravarsi della situazione ha imposto la ricerca di nuove soluzioni, in tempi rapidi (“la Commissione valutativa dell’Emporio si riunisce da un po’ di tempo, ogni due settimane”) e l’avvio di nuovi importanti progetti di rete sul territorio, fra i quali, il nuovo Fondo per il microcredito, con lo stanziamento di 450 mila euro per l’erogazione di prestiti a famiglie e piccole imprese (vedi servizio dedicato). Per affrontare le conseguenze economiche dell’emergenza da covid-19, sono stati, inoltre, potenziati i servizi presenti all’interno dell’Emporio, con l’inserimento di nuovi percorsi di sostegno psicologico-relazionale e di orientamento al lavoro. “Nei 140 nuclei familiari che stiamo assistendo, ci sono circa 200 minori. Alle famiglie – evidenzia il presidente – prestiamo massima attenzione attraverso il sostegno e il costante supporto nelle difficoltà di gestione del bilancio familiare”. Nelle scorse settimane l’Emporio ha ampliato orari e giorni di apertura (lunedì e mercoledì dalle 15 alle 17; martedì e giovedì dalle 9 alle 12): “Grazie ai nostri 75 volontari – che sono il vero motore dell’Emporio – da novembre siamo aperti anche il lunedì pomeriggio. In questo modo riusciamo a rispondere maggiormente alla richiesta di prodotti freschi (come frutta e verdura) che, da settembre – grazie alla donazione di alcune celle frigorifere – sono reperibili dalla filiera di “Piacenza solidale”. Punto di forza dell’Emporio – che si trova in via Primo Maggio 62 – è la sinergia tra i soggetti coinvolti nel progetto: “E’ grazie al continuo impegno di tante realtà locali – evidenzia il presidente Idda – che riusciamo a trovare soluzioni durature ed efficaci per le famiglie in difficoltà”. La rete dell’Emporio – nata per iniziativa del Comune di Piacenza, di Fondazione di Piacenza e Vigevano, Caritas diocesana, Svep (oggi CSV Emilia), Auser e Croce Rossa – si è, infatti, successivamente ampliata con l’ingresso di quattro associazioni: La Ricerca Onlus, Acli, MCL Piacenza e Centro di Solidarietà Compagnia delle Opere di Piacenza. “L’esperienza che stiamo vivendo – prosegue Idda, che è anche direttore della Caritas Diocesana di Piacenza e Bobbio – ci ha insegnato l’importanza della condivisione nell’affrontare le difficoltà. “Nessuno si salva da solo”, ha recentemente affermato il nostro vescovo, Mons. Adriano Cevolotto, ed è proprio nei momenti più difficili che ognuno di noi riscopre la propria forza”. A tale proposito il presidente dell’Emporio solidale sottolinea la grande generosità della comunità piacentina (“la consueta raccolta alimentare ha superato quest’autunno le 4,4 tonnellate di prodotti”) e dei tanti privati (cittadini e aziende) “che hanno partecipato con donazioni o si sono offerti come volontari nonostante il periodo non facile”. Anche i ragazzi delle scuole hanno dedicato parte del loro tempo al volontariato e alla divulgazione delle attività dell’Emporio: “Grazie ad una iniziativa promossa dall’Università Cattolica, – conclude Idda – abbiamo coinvolto oltre 50 studenti del corso”Food marketing e strategie commerciali” in un progetto di business game indirizzato a valorizzare l’Emporio e le sue finalità. Insieme riscopriamo i nostri veri valori”.

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