Eravamo rimasti alla firma del protocollo – presieduta da un Trespidi raggiante – del Comitato “Piacenza per Expo 2015”, salutata dalla stampa come l’ingresso di Piacenza, con tutte le sue forze economiche e istituzionali in campo, nella sarabanda dell’esposizione universale, con vibranti dichiarazioni di intenti sulla nostra città e il nostro territorio, pronti ad essere proiettati nella “vetrina mondiale milanese” con ”passo sicuro, spalle larghe, sguardo dritto in avanti”. E ci si chiedeva se stavolta fosse la volta buona dopo i fallimentari tentativi precedenti di catalizzare le forze per lo sviluppo del territorio. La novità è che stavolta ci sono i soldi (non moltissimi, in verità: il prezzo di un appartamento in centro). Con la costituzione davanti al notaio del suo braccio operativo – la ATS (agenzia temporanea di scopo) presieduta da Silvio Ferrari – dal 18 ottobre scorso il progetto “Piacenza per Expo 2015” ha a disposizione un tesoretto di circa 400mila euro, da investire nei prossimi tre anni in interventi di valorizzazione del territorio, delle sue attrattive, delle sue eccellenze enogastronomiche. I diciotto soci fondatori dell’agenzia (associazioni di categoria e istituzioni) per la prima volta si sono messi insieme, cercando di superare divisioni e interessi particolari, e ciascuno ha investito in quest’impresa quote tra i 5mila e i 10mila euro annuali. I soci fondatori sono gli enti Provincia, Comune e Camera di Commercio, Piacenza Expo (socio mandatario), Confindustria, Confcommercio, Upa Federimpresa, Coldiretti, Consorzio di Bonifica di Piacenza, Banca di Piacenza, Cariparma, Libera Associazione Artigiani, Confapi, Confcooperative, Legacoop, Unione Agricoltori, Pomorete, Cna, Piacenza Alimentare, Consorzio Agrario La Faggiola (in rappresentanza del Consorzio di tutela Vini Doc colli piacentini e del Consorzio salumi tipici piacentini). La presenza del tesoretto è la svolta decisiva che getta una nuova luce su questa iniziativa e determinante in questo senso è stato l’ingresso nel Comitato di Cariparma-Crédit Agricole. Il problema, però, è che Piacenza è in forte ritardo (Diana Bracco, commissario del Padiglione Italia, la settimana scorsa al Gotico ha chiarito costi e modalità di prenotazione degli spazi commerciali da acquisire nel padiglione) e a risaltare sono soprattutto alcune criticità. I comuni della provincia, ad esempio (vedi Ottone con il forum sulla Statale 45) iniziano a fare le loro proposte e Libertà fa loro eco, un’eco forte e chiara. Ma il punto è che nel 2014 molte amministrazioni comunali giungeranno a scadenza e i loro sindaci vogliono farsi belli al cospetto del proprio elettorato. Fioccano quindi le proposte e si cerca di cavalcare la sfida delle unioni dei Comuni ma il punto vero è che le speranze che qualche risorsa possa derivare dalle opere in programma per l’Expo 2015 per interventi più strutturali sono poche. Sufficienti, anche a chi non otterrà nulla, per dire “io c’ho provato”. Insomma, tanto rumore – come al solito – per (quasi) nulla.




