Siamo alle solite: le polveri sottili invadono la città e l’amministrazione latita. Anche il 2017 si è aperto nella morsa dello smog: nei primi 25 giorni di gennaio Piacenza ha già registrato 17 giorni di superamento del limite giornaliero previsto per le Pm10, terza città più inquinata dell’Emilia Romagna. La denuncia è di Legambiente, con il suo dossier Mal’Aria 2017. In attesa che i Comuni della Regione recepiscano il nuovo Piano Aria dell’Emilia Romagna, di fronte a questa situazione di emergenza – secondo i referenti cittadini dell’associazione ambientalista – debbono essere prese soluzioni drastiche. Per Marco Natali è necessario bloccare la città: “Tutte le auto, gli impianti inquinanti, l’inceneritore, i cementifici, quegli elementi che contribuiscono a creare la situazione di oggi. Questa è una vera e propria emergenza sanitaria”. E naturalmente, “il trasporto pubblico, in questa fase, deve essere gratuito per tutti perché chi viene fermato in auto possa muoversi con le navette”.
Poi, superata l’emergenza, gli interventi strutturali più volte ribaditi: “Parcheggi scambiatori all’esterno della città che fermino le 60-80mila auto che ogni giorno vi entrano, delocalizzazioni delle industrie inquinanti che si trovano a 300 metri dal centro storico, chiusura dell’inceneritore entro il 2020, riprogrammazione di una mobilità che non richieda l’auto e il rilascio di qualsiasi autorizzazione abbia come condizione la riduzione dell’inquinamento”.
Nel Piano Aria dell’Emilia Romagna approvato in Giunta nelle scorse settimane “sono contenuti indirizzi e misure positive – dichiara Legambiente – alcune delle quali frutto delle nostre richieste fatte negli scorsi anni. Finalmente nel Piano è rivisto il meccanismo delle misure emergenziali, che scatteranno a seguito di 4 giorni di superamento consecutivi dei limiti di Pm10, e non dopo 7 come era fino ad oggi. Misure emergenziali che contengono, oltre al blocco dei veicoli più inquinanti (diesel euro 3 ed euro 4 dal 2018), anche l’obbligo di riduzione delle temperature fino ad un minimo di 19 gradi in edifici pubblici, privati ed esercizi commerciali. Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, recepita anche la nostra richiesta di obbligare alla chiusura delle porte esterne al fine di non sprecare energia per riscaldamento e raffrescamento”.
“A seguito dell’approvazione del PAIR2020 – sottolinea l’associazione – sarà fondamentale che gli indirizzi contenuti non restino solo buoni propositi sulla carta. Per questo urge pensare ad un tavolo di coordinamento con i Sindaci che porti, oltre alla rapida applicazione delle norme a livello comunale, ad un meccanismo di monitoraggio sull’attuazione locale delle misure contenute nel piano”.




