Piacenza Expo, nuovi soci e più marketing territoriale

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Aumento di espositori, visitatori e utili. Nuove manifestazioni e nuovi soci per crescere ancora. Grazie a questi risultati e a questi progetti, Piacenza Expo sembra avere tutte le carte in regola per diventare un punto chiave del coordinamento della promozione del nostro territorio.
Quello che da sempre è stato uno degli obiettivi principali del polo fieristico piacentino ma che finora non si è mai realizzato a causa della classica lottizzazione; perché alla guida dell’ente, la politica in passato ha sempre messo figure scelte più per garantire equilibri tra i partiti o di partito, che per incentivare intraprendenza e imprenditorialità. L’impressione di oggi così non deriva solo dai numeri, ma si concretizza parlando delle strategie di Piacenza Expo con Giuseppe Cavalli. L’imprenditore piacentino, titolare del Colorificio Saiani, è alla guida del polo fieristico da poco più di due anni. Sotto la sua gestione, tra espositori e visitatori, si è passati da 120mila a 200mila presenze (+66%), con l’utile netto di Piacenza Expo che nel frattempo è cresciuto del 150%, da 110mila a 275mila euro.

Giuseppe Cavalli

Un uomo solo al comando

La scelta di Cavalli come top manager di Piacenza Expo non è comunque piovuta dal cielo. Anche se lui si definisce un “battitore libero”, il suo incarico arriva sempre dalla politica. Il Sindaco Patrizia Barbieri, nel luglio del 2017, pochi giorni dopo la sua elezione, ha smantellato il Consiglio di amministrazione e ha nominato l’imprenditore come amministratore unico dell’ente fieristico di cui il Comune è azionista di maggioranza con oltre il 54% del capitale. “L’obiettivo che ci siamo dati con il Sindaco è proprio quello di prendere questa fiera e di metterla a disposizione del nostro territorio, sfruttando tutte le sue potenzialità”, spiega Cavalli. Una sfida che ha affrontato subito su diversi piani: “Consolidamento delle manifestazioni esistenti e lancio di nuovi eventi; valorizzazione del personale e degli spazi fieristici; coinvolgimento dei soci di Piacenza Expo e delle associazioni di categoria”. I frutti si sono già visti: “L’utile netto di Piacenza Expo, anno pari su anno pari, è passato dai 110mila euro del 2016 ai 275mila del 2018. E quest’anno, anche se non posso ancora anticipare i numeri del bilancio 2019, il risultato è ottimo, tenuto conto che parliamo dell’anno dispari, il cosiddetto anno zoppo per l’assenza dell’importantissimo Geofluid. In sostanza, posso dire che comunque abbiamo riequilibrato in senso positivo il bilancio biennale dell’ente”. In più, sottolinea Cavalli, c’è stata anche una ricaduta molto positiva sul territorio. “Durante le nostre manifestazioni, come ci hanno riconosciuto anche gli albergatori, abbiamo riempito gli hotel, gli agriturismi, i bed and breakfast, i ristoranti e le trattorie della città e delle nostre colline”.

Nuove fiere e nuovi soci

Guardando al prossimo anno, Cavalli annuncia 5 nuove manifestazioni, che arricchiranno l’offerta del polo fieristico. “Tra queste, Popline, uno spin off del Geofluid, una fiera dedicata al contenimento energetico e i Campionati italiani di scherma a squadre a fine maggio. Poi, per la prima volta avremo una manifestazione a giugno, mai vista nei calendari passati e infine una quinta iniziativa ancora in cantiere che stiamo per chiudere”. Ma l’ulteriore crescita di Piacenza Expo, spiega l’amministratore unico, “passa anche dall’arrivo di nuovi soci e non solo per riassegnare l’1,1% della Regione uscita dalla compagine azionaria. Un percorso che dopo una rimodulazione delle quote esistenti senza aumenti di capitale consenta l’entrata di tre nuovi soci, oltre a quello che sostituirà la Regione, con un bando aperto a tutti”. Cavalli non fa nomi, ma assicura che i contatti sono già avviati con attori di primo piano del nostro tessuto economico: “È un’operazione che rafforzerà l’immagine di Piacenza Expo per promuovere altre nuove iniziative e a far crescere sempre di più il rapporto con il territorio”.

Polo unico

Su queste potenzialità di Piacenza Expo, così come sulle eventuali alleanze con altri poli fieristici (“meglio guardare a Milano che a Rimini”), il manager ha le idee chiare. “Conosco bene tutto il Nord Italia. E vi garantisco che non c’è un polo fieristico facile da raggiungere come il nostro, a due passi dall’uscita autostradale. Inutile poi ricordare la posizione strategica della nostra città dal punto di vista logistico, la prossimità al centro cittadino di Piacenza Expo e le sue possibilità di espansione. Basta questo per far capire come si può sviluppare anche il rapporto tra le nostre manifestazioni e il resto del territorio”. Insomma, la strada è aperta: “Piacenza Expo può essere un punto di raccordo fondamentale per collegare e distribuire il bacino dei nostri visitatori in città e provincia, se riusciamo a creare le sinergie giuste con le istituzioni, le associazioni di categoria, e con chi si occupa di turismo, dalle pro loco a Destinazione Emilia, con cui ho aperto un dialogo su questi temi”.

Cabina di regia

Cavalli però non si ferma qui. Per lui il polo fieristico può diventare molto di più: “La cabina di regia di un piano di marketing territoriale che coinvolga tutti gli attori del Piacentino”. Come si potrebbe realizzare? L’amministratore unico di Piacenza Expo non vuole svelare le sue prossime mosse, ma alla fine qualcosa ci racconta: “Per esempio si può iniziare sincronizzando gli eventi fieristici e le manifestazioni locali per evitare sovrapposizioni anche di natura merceologica; poi, dando più visibilità al calendario degli eventi che si svolgono sul territorio piacentino durante le fiere e a quelli successivi, così come alle nostre produzioni e alle nostre aziende, per creare e agevolare i contatti per nuove commesse, accordi commerciali e imprenditoriali”. In questo quadro però resta un unico problema. Il mandato di Cavalli è triennale e scade a luglio 2020. Gli chiediamo se sarà riconfermato alla guida di Piacenza Expo; ma lui, mentre ci saluta, preferisce non rispondere. O meglio, lo fa con un sorriso che lascia pochi dubbi.

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