Il Piacenza Football Club ha cessato di esistere. Abbandonato e solo, un po’ come quegli anziani che – soprattutto in estate – ogni tanto vengono ritrovati cadaveri dopo giorni da vicini che tali si dimostrano soltanto di nome. E’ un provocatorio parallelo con fatti ovviamente molto più drammatici, sia chiaro, eppure le analogie sono tante.
Certo, il povero Piace aveva 93 anni, portati male, e aveva vissuto da tempo i giorni migliori, però le società di calcio – se ci sono entusiasmo e forze fresche – possono superare di tutto, varcando agilmente il secolo. Anche perchè, ma questo lo sanno solo i tifosi veri, addirittura ringiovaniscono: come quando raggiungono i loro traguardi o come quando insegnano ai più giovani le leggi dello sport sbeffeggiate dalla disonestà di pochi. Possono resistere a tutto, le società di calcio come altre realtà abbandonate a se stesse, tranne che all’indifferenza, quell’imperdonabile gelo umano stigmatizzato dallo stesso curatore Franco Spezia al momento di presentare l’istanza che, suo malgrado, ha decretato il tristissimo verdetto: “Da appassionato che tifava Piace fin dai tempi di barriera Genova, l’amarezza – ha dichiarato a Radio Sound – è ancora maggiore. Vuol proprio dire che la squadra non interessava a nessuno, e questa indifferenza che si legge anche in queste ore, dopo il disastro, la dice lunga sull’atteggiamento della città”.
Certo, c’è la crisi e qualcuno può aver avuto paura di sentirsi criticato (dai soliti benpensanti del quartierino) per dare una mano ad una società di calcio invece che nell’utilizzare i propri soldi in altro modo. Non considerando, quindi, che quella società di calcio ha tenuto alto il nome di Piacenza nell’ambito dello sport più globale che esista, il foot-ball (così si scriveva nel 1919), dandole una notorietà e regalandole un’immagine (del Piacenza ‘tutto italiano’, per dire, si parla ancora oggi in mezzo mondo) che dopo la catastrofe-falimento potrà ricostruirsi, se proprio tutto andrà bene, solo tra moltissimi anni.
Promesse e proclami di politici e imprenditori sono finiti nel nulla come dei ‘pagherò’ senza copertura, qualcuno ha perfino esultato guardando il dito dei calciatori finiti sotto inchiesta invece della Luna fatta di decenni di storie sportive esemplari… E così, a pensare che soltanto 19 anni fa una città intera si scatenava esultando per la prima serie A, viene ancora più rabbia.




