Prima di Nina Zilli e Fiordaliso, nel pop italiano Piacenza si traduceva con Gianni Pettenati. Amatissimo in tutta Italia a distanza di decenni dai suoi più grandi successi musicali (non solo ‘Bandiera Gialla’, basti pensare a ‘La rivoluzione’ o ‘La tramontana’), come testimonia l’incredibile numero di auguri ricevuti sulla sua pagina Facebook, proprio Pettenati – che, oltre che cantante tra i più noti degli anni ’60, è anche critico musicale e autore di numerosi libri, soprattutto sulla storia della musica leggera tricolore – ha svelato tramite il popolare social network un particolare non a tutti noto: non è infatti il 29 ottobre (come recitano molte fonti) il giorno preciso del suo compleanno, ma il 27. Come molti bambini nati a casa in quegli anni, Pettenati (che è del ’45) fu infatti registrato in ritardo rispetto alla nascita effettiva: il 27 era sabato, così il padre “ha dovuto aspettare il lunedì, quando io ero già nato da due giorni”.
“Lo sapete solo voi, ma mi piace, visto che siete cari amici – ha spiegato Pettenati su Facebook – e provate per me una palese e sincera amicizia, che spero sia da me meritata”.
“Non faccio bilanci – ha proseguito Pettenati – per tutto questo tempo, e per gli anni trascorsi. Anni ’50 dell’infanzia, quelli ’60 della speranza e del successo, e poi quelli della professione, della vita, dei figli, e delle lotte quotidiane che la vita ti impone. A volte mi sento come un guerriero un po’ stanco, ma poi mi riprendo e penso, che si deve andare avanti, oltre i fiumi, in riva ai mari e sui monti a raccogliere le ginestre con le lunghe camminate nel deserto che la vita ci obbliga a fare, e qualche tratto nel giardino dell’eden, con i profumi della gioia e dell’amore, brevi come il tempo migliore. Così mi sovviene il mio amato Pascoli e l’incipit, di quella che P.P.Pasolini ha definito la più bella poesia mai scritta : L’aquilone . “c’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico, io vivo altrove ma sento che intorno sono nate le viole”.




