
Il primo incontro si è tenuto lunedì 20 settembre in Piazzetta Mercanti in concomitanza con la riunione del Consiglio Comunale. “Non siamo un movimento politico, siamo dalla parte di chi non viene tutelato”
Il nuovo Comitato “Per una Piacenza di tutt*” è un movimento partito dal basso. Lo ha ribadito Jacopo Rossetti, 24enne piacentino studente di storia dell’arte a Roma e ideatore del movimento. Il gruppo neo costituito nasce dall’esigenza di portare a galla alcune annose questioni ormai diventate intollerabili. Lo scorso lunedì 20 settembre la prima apparizione pubblica del Comitato. La manifestazione si è tenuta nella cornice di Piazzetta Mercanti, in concomitanza con la prima riunione del Consiglio Comunale dopo la pausa estiva.
“Per una Piacenza di tutt*” punta il dito contro le politiche messe in atto dalla giunta attuale. Si è manifestato per portare alla luce la reiterata ostilità dimostrata nei confronti delle minoranze; due realtà su tutte si sono fatte sentire, quella islamica e quella della comunità lgbtq+. In questo senso si è ribadito il disappunto e l’amarezza per l’uscita dalla rete Re.a.dy a pochi giorni dall’insediamento della giunta fino alla recente censura operata nei confronti delle drag queen e del loro spettacolo a Spazio 4.0.
Il Comitato ha inoltre portato a galla la questione dell’ambiente. Dopo tutte le promesse fatte viene criticata la scelta di cementificare sempre nuove aree senza recuperare quelle già in essere. In questo senso i manifestanti hanno sottolineato l’imminente demolizione dello spazio dell’ex mercato ortofrutticolo che verrà adibito a parcheggio, mostrando dunque “una totale assenza di una visione lungimirante” come hanno affermato gli stessi rappresentanti del Comitato.
“Per una Piacenza di tutt*” ha sollevato anche la questione del mancato dibattito politico in seguito all’arresto per mafia dell’ex Presidente del Consiglio Comunale Caruso e del sequestro della Caserma Levante. Il Comitato etichetta come “debole” la (non) presa di posizione del Comune in merito a queste spinose vicende. Proprio dal mondo della politica lo stesso Rossetti ha tenuto a smarcarsi e a fare un passo indietro: “Non siamo, e non diventeremo in futuro, un movimento politico. Non abbiamo fini elettoralistici, scendiamo in piazza con istanze rivolte alla giunta Barbieri, consiglieri e assessori, quelli attuali e quelli ipoteticamente futuri”.
Anche i diritti dei lavoratori sono presi a cuore da “Per una Piacenza per tutt*”. In una città spiccatamente caratterizzata dal comparto logistico sono state portate in piazza le precarie condizioni di molti lavoratori di questo settore. Il Comitato critica “l’assenza di reali politiche a sostegno dei più poveri, la sicurezza scambiata per securitarismo”.
Il leitmotiv del movimento si può riassumere nel fatto che il Comune, l’istituzione più prossima al cittadino, dovrebbe rappresentare la collettività, non solo una parte di essa. Stando alle loro parole, sono molti i piacentini che non si riconoscono nelle istituzioni che li amministrano.




