Per i cittadini di Piacenza e provincia sono possibili tre percorsi per accedere agli esami sierologici: da privati cittadini attraverso laboratori privati autorizzati, attraverso le aziende che decidono di sottoporre i propri dipendenti al test, selezionati dall’Ausl che ha avviato lo screening di massa su 100mila piacentini.

Privati
Per i privati cittadini che vogliono fare il test sierologico per sapere se sono entrati in contatto con il Coronavirus, l’iter da seguire è molto semplice. Occorre, per prima cosa, farsi fare la ricetta dal proprio medico di famiglia, o un qualsiasi medico di fiducia iscritto all’Ordine. A questo punto è sufficiente recarsi presso un laboratorio privato autorizzato tra quelli che trovate sul sito della Regione Emilia-Romagna.
I laboratori possono fare sia il test rapido sul sito sia il test sierologo con prelievo di sangue venoso. La differenza tra i due consiste nel fatto che il test rapido, attraverso dei colori, individua la presenza degli IgM e degli IgG, cioè le immunoglobuline precoci che si sviluppano quando l’infezione è in corso e le immunoglobuline tardive che dovrebbero dare l’immunità nel tempo. Mentre il test sierologico individua la quantità di IgM e IgG dando quindi risultati più approfonditi.
Nel caso in cui il risultato del test sia positivo, il laboratorio è obbligato a segnalarlo all’Ausl, mentre il cittadino dovrò mettersi in isolamento finché non sarà contattato dall’Ausl per il tampone nasofaringeo.
Aziende
Nel caso in cui un’azienda decida di fare il test sui propri dipendenti deve convenzionarsi con un laboratorio autorizzato dalla Regione. Da qui, in caso di positività, segue poi lo stesso iter dei privati.
Indagine Ausl
Chi invece aderisce all’indagine di screening dell’Ausl viene sottoposto gratuitamente al test sierologico tramite un prelievo del sangue. I positivi nuovamente vengono segnalati all’Ausl e l’iter è poi sempre il medesimo.
Il campione contattato per lo screening dell’Auls riguarda per il 30& persone che hanno avuto contatti stretti con persone positive al Covid; il 30% un campione individuato sulla base della rappresentatività statistica; il resto riguarderà infine le attività produttive.




