di Gloria Luzzani – Le diagnosi di celiachia, malattia autoimmune che compromette le funzionalità di assorbimento intestinale, sono in aumento. Solo a Piacenza e provincia i diagnosticati erano 731 nel 2012, ma il problema sembra avere dimensioni ben più grandi, la stima è infatti di un celiaco ogni 100 persone, quindi si ipotizzano circa 3000 celiaci nella sola provincia di Piacenza. La diagnosi non è semplice, questo è in parte dovuto alla difficoltà nel riconoscere i diversi sintomi con cui la patologia si presenta. “I medici indirizzano i neo-diagnosticati ad AIC perché è da noi che possono trovare le prime indicazioni e il supporto necessario” sottolinea Paola Cardillo, consigliere dell’Associazione Italiana Celiachia dell’Emilia Romagna, “lo scarto fra i diagnosticati e gli iscritti AIC è purtroppo molto grande”.
La malattia celiaca richiede un’unica terapia, quella dietetica, che prevede l’esclusione di tutti gli alimenti contenenti glutine, presente anche nelle farine di frumento. Quando il glutine è escluso dall’alimentazione del celiaco lo stesso non presenta i sintomi dovuti alla malattia. Ad oggi la difficoltà maggiore per il celiaco è non consumare pane, pasta, pizza prodotte con farine di grano, uno dei cereali più utilizzato nelle preparazioni alimentari. Ma come fare ad evitare, nella vita di tutti i giorni, le farine dei cereali che più sono rappresentati nel menù di ristoranti, bar e pizzerie? “I volontari che accolgono in sede i neo-diagnosticati sono pronti a rispondere a tutte le domande che riguardano la malattia celiaca, al celiaco che si rivolge ad AIC viene consegnata anche la guida dei locali del network AIC, dove è possibile trovare alimenti privi di glutine” continua Cardillo. Sono queste informazioni di primaria importanza, soprattutto per coloro che per questioni personali o lavorative si trovano spesso a mangiare fuori casa. La preparazione del pasto senza glutine richiede infatti degli accorgimenti specifici che possono essere applicati solo da personale formato e specializzato. Durante l’ultimo convegno AIC a Piacenza è stata evidenziata la scarsa presenza sul territorio di locali certificati, pochi infatti sono quelli che aprono le loro porte anche a chi è affetto da celiachia. “I locali che servono alimenti gluten free sono a Piacenza la Pizzeria Bella Napoli, Pizzeria Il Grillo, Bar Pausa Caffè, Trattoria La regina del mercato (ex trattoria del Borgo), gelateria Cone Island, mentre fuori Piacenza abbiamo la Pizzeria Molto Pizza a Quarto, Trattoria la locanda a Tuna, La cascina Scottina a Cadeo, Fricandò ad Agazzano, B&B La pazienza dell’acqua a Bilegno. Tutti questi esercizi commerciali sono contraddistinti da una vetrofania bene in vista sulla porta del locale che attesta la collaborazione attiva con l’Associazione.” Conferma Cardillo che aggiunge “La diffusione delle informazioni riguardanti la celiachia e il potenziale commerciale che ne deriva, ha portato negli ultimi tempi al proliferare di esercizi che pur non essendo adeguatamente formati e informati sull’argomento, pubblicizzano produzioni senza glutine mettendo a repentaglio la salute del celiaco, il nostro progetto Alimentazione Fuori Casa coinvolge anche questi locali favorendone la conversione a norma di legge”.
Il celiaco deve e può vivere una vita normale, in pochi anni l’Associazione Italiana Celiachia ha promosso un progresso, si pensi solo ai vecchi preparati alimentari senza glutine dalla scarsa palatabilità, sembra però essenziale anche un impegno dell’intera società ed un cambiamento culturale per migliorare la qualità della vita di chi ha particolari esigenze.
Per informazioni sulla celiachia: aic.piacenza@gmail.com




