Pd allo sbando, Sichel:
“Ora evitare personalismi”

0
Federico Sichel

La débacle elettorale ha prodotto i suoi primi effetti nel Pd con le dimissioni di Loris Caragnano (segretario provinciale del partito) e di Paolo Sckokai (segretario cittadino).
“E’ un passo significativo – commenta il democratico Federico Sichel, ex consigliere comunale e membro della direzione provinciale – poiché tutto sommato le dimissioni non erano scontate”. Tuttavia, sottolineano alcuni tra i presenti alla direzione della settimana scorsa, all’ammissione di responsabilità non sono seguite indicazioni di merito: responsabilità diffuse, non meglio precisate.
Articolato e maggiormente preciso l’intervento dell’on. Marco Bergonzi che ha sottolineato l’isolamento del partito, la sua incapacità a coinvolgere la città e gli alleati. “Sì – riprende Sichel – da parte di Carignano e Scockai è emersa una generosa assunzione di responsabilità, però generica, e lì si sono fermati, non scendendo nel dettaglio e non indicando gli sbagli commessi.”
Che stagione si apre, ora, nel Pd? “Abbiamo di fronte tre passaggi necessari: ricostruzione obiettiva del fatto e del non fatto, lettura della situazione determinatasi, elaborazione di una strategia  condivisa. All’orizzonte c’è il congresso e qui ci troviamo di fronte a due possibilità: arrivarci con una candidatura unitaria oppure con due-tre candidati e altrettante mozioni. L’importante è che si alzi e si tenga alto il livello del dibattito e poi si riparta insieme, consapevoli ed edotti da ciò che ci ha insegnato e continua ad insegnare il flop di primavera”.
Il Pd, oggi come oggi, non sembra una palestra d’unità. “E’ indispensabile evitare personalismi e convenienze, foriere di un disastro annunciato. E tuttavia l’esperienza passata non mi rassicura del tutto.”
Arriverà un commissario e traghetterà il partito fino al congresso d’autunno, verosimilmente in ottobre. “C’è bisogno di serenità ed equanimità, meglio dunque più il commissario sarà ‘slegato’ dalla realtà locale meglio sarà. Nel partito, infine, dovranno prevalere umiltà e lungimiranza rispetto a narcisimi e personalismi”.
Come fare per ricucire il rapporto con la città e più in generale con la realtà locale? “E’ indispensabile recuperare la fiducia dei ‘nostri’. Abbiamo perso per l’astensione del nostro elettorato naturale il quale ha consapevolmente disertato le urne. E’ il segno di un malessere e non si creda che la sconfitta non amareggi tutti, compresi coloro che – ripeto – in modo consapevole non si sono recati alle urne. Credo che un primo passo, non sembri piccola cosa, sia organizzare la festa del partito, anche breve, comunque in grado di fornire un segnale di presenza. Direi che il percorso congressuale, con il partito commissariato, deve partire dalla festa, festa che deve rivelarsi come occasione d’unità, nonché come salda volontà di ripartire”.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.