
Piacenza è silenziosa anche all’Estero. Un riflesso provinciale che il nostro territorio ha sempre conservato: “Ma questo atteggiamento discreto nasconde storie di successo”
A guidare l’Associazione Piacenza nel Mondo è una musicista di origine fiumana e piacentina d’adozione. L’identikit calza a pennello: figlia di esuli dell’ex provincia del Carnaro, residente in città da oltre 30 anni, Patrizia Bernelich è docente di pianoforte al Conservatorio Nicolini e direttrice d’orchestra. Persona fine e molto colta, innamorata di Piacenza, è stata eletta presidente dell’associazione il 30 gennaio e raccoglie l’eredità di Giovanni Piazza.
“Promuovere l’associazione nel nostro territorio è la nostra priorità”, dice Bernelich.
L’associazione dei piacentini nel mondo soffre paradossalmente di poca visibilità sul proprio territorio. Ma newyorchesi, parigini, londinesi, venezuelani e argentini rivendicano l’identità dei loro nonni e bisnonni.
L’emigrazione piacentina verso l’Estero è riconducibile soprattutto alla Val Nure. Non si emigrava dalla città di Piacenza ma piuttosto dalla poverissima provincia profonda. Secondo il portale della Regione Emilia Romagna, migrer.org – un database con i numeri dei movimenti migratori regionali – ad emigrare da Piacenza solo nel primo decennio del ‘900 sono stati 33.431 compaesani. “La maggioranza sono emigrati in Francia, nella regione parigina, hanno faticato per ascendere socialmente con il sudore dei lavori più umili”, precisa Bernelich.
Piacenza è silenziosa anche all’Estero. Un riflesso provinciale che il nostro territorio ha sempre conservato.
“Ma questo atteggiamento discreto nasconde storie di successo”, dice Bernelich. L’associazione Piacenza nel Mondo premia ogni anno, nel quadro della festa dell’immigrato, una personalità meritevole di origine piacentina.
Negli ultimi anni, solo per citarne alcuni: Marilina Bertoncini, nata a Buenos Aires da padre piacentino e madre di Verona. Marilina è oggi un’imprenditrice nel settore edile e guida il proprio studio di architettura; o Marco Sonzini, ingegnere del suono e produttore musicale nato a Piacenza nel 1984 ma dal 2009 a Los Angeles dove vive e lavora con Elton John, Ozzy Osbourne, Eddie Vedder, Pearl Jam, Iggy Pop, Keith Urban; infine John Casali – padre originario di Morfasso – che ha vinto l’Oscar per il miglior sonoro in “Bohemian Rhapsody”, il blockbuster uscito nelle sale nel 2018 e dedicato ai Queen e al loro cantante Freddie Mercury. Niente male per una città timida che talvota si autosabota e insiste per rimanere rigorasamente sotto ai radar.
La festa dell’immigrato si svolge a Ferragosto per sfruttare la presenza dei “Francesi”. Questi ultimi sono i discendenti dei migranti che da Bettola, Ferriere e Farini hanno attraversato Appennini e Alpi verso la terra gallica. Ad un certo punto la catena migratoria piacentina si è concentrata su Nogent-Sur-Marne, piccolo comune della regione parigina in cui i piacentini hanno costruito viadotti e grattacieli. Non a caso il paese alle porte di Parigi è gemellato da 40 anni con Ferriere. I tre comuni dell’Alta Val Nure sono famosi per essere la residenza estiva di francesi di origine piacentina in villeggiatura. Un movimento di ritorno alle radici spontaneo. “C’è un forte senso di identità per questi piacentini di Francia che sono emigrati dalla provincia profonda e che ogni anno tornano nella loro valle di origine, con figli e nipoti”.
Da Parigi a Londra, i piacentini in terra inglese si distinguono, nel tempo, per la loro laboriosità e le loro competenze in ambito gastronomico. “Oggi sono proprietari di ristoranti in cui vengono preparati i tortelli come a Piacenza”, aggiunge la presidente.
Ogni anno i rappresentanti di Piacenza nel Mondo rendono visita alle principali comunità piacentine nel mondo. A marzo andranno a Parigi e a Londra mentre a ottobre saluteranno la comunità piacentina-newyorchese. “tris-nipoti di piacentini che occupano posizioni manageriali”, osserva Bernelich.
La neo Presidente e musicista intende portare musica e tradizioni locali oltralpe e oltreoceano.
“Rimaniamo vicini e dimostriamo la nostra presenza ai discendenti dei piacentini nel mondo – afferma Bernelich – ma vogliamo promuovere la nostra associazione coinvolgendo le realtà culturali locali, il Conservatorio, i gruppi giovanili, i cori scolastici. Ho un approccio più artistico di come promuovere e trasmettere la piacentinità. Abbiamo in cantiere di realizzare un video che punta a mostrare i cambiamenti nei decenni del nostro territorio, cangiante ma ancorato alle sue tradizioni. Vogliamo farlo attraverso l’arte e la cultura affinché anziani e giovani di origine piacentina si riconoscano e si ricordino di noi”.
Per promuovere i propri progetti, Piacenza nel Mondo conta sulla collaborazione della Società Dante Alighieri e della compagnia teatrale Famiglia Piasinteina. “Vogliamo diffondere la cultura piacentina e il suo vernacolo nelle scuole e istituti esteri all’interno di programmi d’insegnamento della lingua italiana”, spiega Bernelich.
“Con il Cineclub Cattivelli, in possesso di un importante archivio di materiale fotografico dall’800 ai giorni nostri, abbiamo già collaborato realizzando dei calendari che sono andati letteralmente a ruba fra le comunità di origine piacentina nel mondo. Gli immigrati piacentini si emozionano rivedendo pezzi della loro memoria mentre i giovani – i loro figli o nipoti – ricercano le loro radici”, sostiene la presidente Patrizia Bernelich.




