Patrizia Barbieri all’attacco su tutti i fronti. il Sindaco di Piacenza rivendica con orgoglio il lavoro fatto finora dalla sua Amministrazione. E spinge sull’acceleratore per portare a termine il suo mandato con impegni concreti da qui al 2022. Il tutto delineando un’idea di città che spesso i suoi detrattori dicono che invece non abbia in mente.

Sindaco Barbieri, partiamo dal quadro politico uscito dalle Regionali. Nella sua maggioranza sono cambiate tante cose: la Lega è sempre più forte, Fratelli d’Italia è in netta crescita, mentre Forza Italia è sempre più debole…
Questo risultato elettorale non ha avuto e non ha ripercussioni. Tanto che noi continuiamo ad avere in Giunta due assessori di Forza Italia, Papamarenghi e Sgorbati che nessuno sta mettendo in discussione.
Nessuno nel centrodestra le ha chiesto una rimodulazione degli incarichi in Giunta in base ai risultati elettorali?
No. Posso accettare discussioni sul merito, ma non accetterei mai discussioni su ripartizioni da manuale Cencelli.
È soddisfatta del Bilancio che ha approvato?
Sì; prima di tutto perché l’abbiamo chiuso con 2 mesi d’anticipo rispetto a una scadenza che solitamente affanna tutti gli amministratori. E sono contenta perché ha avuto successo quella che è stata la nostra opera di razionalizzazione.
Ci spieghi…
Non abbiamo tagliato servizi, né abbiamo inciso sulla loro qualità. La nostra razionalizzazione ha agito sul miglioramento di determinate attività e soprattutto su una lotta all’evasione che ci ha permesso un grande recupero di risorse. Sono quelle che hanno portato qualcuno a sostenere maldestramente che visto questo avanzo di bilancio allora non c’è stata capacità di spesa.
Non è così?
No: tutto quello che dovevamo spendere l’abbiamo investito in una programmazione che adesso entrerà nella fase esecutiva. Non è andato in avanzo niente. Quello che si è determinato come avanzo è dovuto al recupero di risorse di cui dicevo. Somme importanti, che andranno a far parte della nostra variazione e che grazie a questo anticipo di due mesi nell’approvazione del bilancio ci consentirà di spendere quanto prima anche queste somme per la città.
Alla luce di tutto ciò è stato inutile vendere le azioni Iren?
Guardi, io sono soddisfatta di quell’operazione. Se non avessi venduto all’epoca, non avrei potuto sistemare tutte le strade che ho messo in cantiere; o programmare quello che sto facendo adesso. Sono milioni di euro che oggi ci consentono di investire ancora di più. Senza dimenticare che tutto questo avviene nell’ambito di una decisione presa da subito da questa Amministrazione che spesso qualcuno si dimentica di ricordare…
A che decisione si riferisce?
A quella di revocare l’aumento dell’aliquota Irpef che era stato stabilito da chi ci aveva preceduto. E questa revoca sta comportando un risparmio per i piacentini di circa 13 milioni di euro in 5 anni. Si tratta di 2,6 milioni l’anno che noi avremmo potuto prenderci dando la colpa all’amministrazione precedente. In una situazione generale che non si può dire felice e dove tutti hanno applicato l’adeguamento dell’Irpef, forse bisognerebbe ricordare più spesso la nostra scelta di rinunciare a questo tipo di introito per lasciarlo ai cittadini.
Torniamo all’approvazione del Bilancio: c’è chi sostiene che la sua Giunta sia stata salvata dal voto determinante dei Liberali…
Ma di cosa stiamo parlando? I Liberali sono una forza di maggioranza o sbaglio? Sono fantasie metropolitane: sapevamo che i voti c’erano e abbiamo votato il Bilancio. Se fosse stato bocciato, lo avrei semplicemente riportato in Consiglio già il lunedì successivo. Ripeto: abbiamo votato la delibera con 2 mesi d’anticipo… e forse era la minoranza a non essere pronta alla sua discussione, visto che da loro non è arrivato un solo intervento in Consiglio.

Una minoranza che però l’attacca ancora sulla gestione del verde dopo la sentenza del Tar che ha dato torto all’Amministrazione sulla gara d’appalto.
Al di là dei soloni che dicono stupidaggini sulla vicenda del verde, ricordo a tutti che il livello politico dell’amministrazione non può e non deve entrare all’interno delle gare, altrimenti è un reato. È il dirigente in autonomia che se ne occupa. Ricordo anche che il profilo penale della vicenda sul verde è già stato escluso a suo tempo da una richiesta di archiviazione; e che siamo solo al primo grado del giudizio amministrativo e qualcuno verificherà. Deve essere chiaro comunque che quanto attiene alla stesura di bandi e contratti non riguarda il livello politico, è una prerogativa solo dei dirigenti e degli uffici amministrativi.
Uffici che a Palazzo Mercanti dalla famigerata vicenda dei furbetti del cartellino non stanno passando un bel periodo…
Direi che ci sono uffici che lavorano in situazioni molto difficili. La vicenda dei cartellini ha inciso tantissimo tra i dipendenti, soprattutto a livello di serenità. Ricordiamoci che tra loro alla fine solo un numero molto ridotto ha avuto delle responsabilità, anche se all’inizio la vicenda aveva interessato un decimo dei dipendenti, un numero molto importante. A questo si aggiunge una serie di pensionamenti e inserimenti che si assommano tutti in questo periodo; insomma, è un periodo molto complesso per la macchina comunale e che chi sta fuori dall’amministrazione magari non lo vede.
Adesso poi è emerso anche il problema di Piacenza Expo, che per dieci anni non ha pagato l’Imu al Comune.
Guardi, sul tema mi piacerebbe chiedere conto agli amministratori precedenti per capire che cosa pensavano di fare. Noi non mettiamo la polvere sotto il tappeto: dell’Imu di Piacenza Expo se ne sta occupando l’assessore Passoni e troveremo una soluzione legittima che metta l’ente fieristico nelle condizioni ottimali a tutela di tutti, del Comune e degli altri azionisti.
Passiamo all’ambiente: ha parlato dei 13 milioni che ha lasciato nelle tasche dei piacentini; e nei loro polmoni che aria vuol lasciare alla fine del suo mandato?
Non mi sembra così banale aver detto che non si fa l’ospedale alla Pertite. Deve rimanere un parco, un polmone verde della città. Abbiamo accettato la proposta avanzata anche da Confapi per i chilometri verdi, condividendo un progetto per l’alberatura che può essere messa lungo le tratte autostradali. Poi stiamo lavorando a una nuova mobilità per abbattere il traffico, con parcheggi scambiatori a ridosso del centro, la metropolitana leggera anch’essa inserita all’interno del Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile, ndr); quello della metropolitana leggera è un progetto sui cui stiamo già investendo, che coinvolge il Politecnico e per cui stiamo cercando di intercettare i finanziamenti offerti dai fondi nazionali ed europei.
E la logistica? Anche lei ha un peso che preoccupa sul piano dell’inquinamento ambientale.
La logistica è una realtà di questo territorio. Credo possa diventare più che sostenibile, con mezzi sempre più ecologici. E bisogna puntare sul ferro, perché far viaggiare le merci su rotaia ottimizza e toglie traffico su gomma.
A questa visione non crede che manchi il Po? Soprattutto dopo la nuova Conca di Isola Serafini costata 42 milioni di euro tra fondi regionali ed europei per incentivare il traffico fluviale commerciale di cui però non si vede nemmeno l’ombra.
Sono d’accordo; una delle occasioni perse per ora è proprio questa. E cioè vedere il Po non solo nel suo straordinario aspetto naturalistico riconosciuto pure dall’Unesco, ma anche come una grande risorsa compatibile e importantissima per una logistica sostenibile, naturalmente con una progettazione e una strategia d’insieme.

Torniamo in città: sul centro storico la sua Amministrazione è accusata di non avere idee forti.
Per il centro storico stiamo facendo di tutto e di più per rivitalizzarlo. E non si può dire che non stia succedendo, visto che c’è un pieno di eventi ed iniziative. Bisogna controllare Piazza Cavalli, superando il disordine di parcheggi che rappresenta un grande limite. Su questo abbiamo già l’appalto del sistema di telecamere, che si aggiungeranno alle 40 che renderanno la città più sicura. Finora infatti eravamo fuori da ogni sistema di controllo, per cui ad esempio chi entrava a Piacenza con un’auto rubata era certo che nessuno se ne sarebbe accorto. Sul centro poi c’ è da fare un lavoro che non può prescindere dal rapporto con i commercianti per risolvere problemi che un’amministrazione comunale non può affrontare da sola; per la stessa Confesercenti nei centri storici servono interventi strutturali che devono coinvolgere il governo su scala nazionale con misure a favore di chi esercita un’attività commerciale e che ha un ruolo fondamentale anche come presidio dei centri-città.
Alzando il sipario sulla cultura, che Piacenza ha in testa Patrizia Barbieri?
Quella che l’anno scorso è cresciuta nel turismo dell’11%; quella che sta conquistando anche il pubblico delle città vicine per le sue proposte culturali, dalla stagione del Municipale a mostre coraggiose come quella di XNL; la Piacenza capace di affascinare per le sue cupole dal Guercino in Duomo al Pordenone in Santa Maria di Campagna; una Piacenza che da Palazzo Farnese alla Ricci Oddi con un biglietto unico diventa un museo diffuso. Quella che attira un turismo esperienziale offrendo anche le eccellenze enogastronomiche del suo territorio.
E sotto il profilo urbanistico?
Fermo restando il programma di riordinare questa città dove le strade erano un colabrodo, i marciapiedi inesistenti e i lavori di manutenzione si accumulavano da anni, noi abbiamo sempre detto che avremmo messo una grande attenzione sulla zona nord per la ricucitura con il fiume.
Si riferisce all’ex Laboratorio Pontieri?
Naturalmente. Sull’ex Laboratorio Pontieri c’è l’accordo Provincia-Comune per verificare se lì possa sorgere il nuovo campus scolastico della città. Il primo riscontro della Soprintendenza che ha chiesto un masterplan pare comunque positivo. E questo potrebbe consentirci davvero di recuperare una parte importantissima e bellissima del tessuto cittadino.
Come vede questo progetto?
Come un polmone vivo. Il Laboratorio Pontieri-campus scolastico e i progetti di Piazza Cittadella e Piazza Casali, progetti ereditati ma che abbiamo migliorato con i nostri interventi e che tra mille difficoltà stiamo portando a compimento, potrebbero chiudere il cerchio attorno a Palazzo Farnese, valorizzando definitivamente questo gioiello della città.
Lei sembra guardare ben al di là dei prossimi due anni mezzo: ha già deciso di ricandidarsi per un altro mandato?
Le rispondo così: sto pensando a portare avanti i progetti che servono a Piacenza; se guardo al di là, è solo perché amo profondamente questa città. Per lei vorrei tutto e subito, ma invece c’è ancora tanto da fare.




