Opinioni – La Vegliarda Teresa: “Il Pd è ridotto
a ceto politico in guerra per bande”

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Daniel Negri
Daniel Negri

Corriere  Padano  ha ricevuto una lettera, da parte di  una anonima lettrice (meglio, proprio anonima no, poiché firmata con uno squillante pseudonimo) e ha deciso  di pubblicarla. Si tratta di una acuta analisi della situazione politica cittadina e questo fa premio su una firma chiaramente dissimulata. Facciamo appello, anzi, a Vegliarda Teresa – questo il nom de  plume – e a che come lei ha qualcosa da dire, affinché scriva le sue opinioni e ce le  comunichi; noi saremo  lieti di prenderle in considerazione.

di La Vegliarda Teresa –  Se c’è una cosa che fa imbufalire i consiglieri comunali di maggioranza è l’”anticipazione”. L’anticipazione è l’annuncio ai media di una decisione qualsiasi assunta dalla giunta prima di averne adeguatamente informato la maggioranza stessa. Ogni volta che ciò accade pare che subito parta la richiesta di un incontro di maggioranza perchè “non è giusto apprendere le cose dai giornali”.
Non arrivare secondi. Deve essere stata questa la ragione che ha indotto i consiglieri di maggioranza Perrucci e Negri a mettere i piedi nel piatto del bilancio prima ancora che dalla giunta fosse trapelato uno spillo di notizia e che il confronto in maggioranza si fosse compiuto. Anche perchè ciò che conta non è essere ricordati ma essere notati.
Il giorno dopo il primo confronto di maggioranza infatti, nonostante l’impegno sull’onore di tutti presenti a mantenere il riserbo sulla discussione, il contenuto della stessa era bello e spiattellato sul quotidiano locale.
Quotidiano locale che nell’edizione di domenica 22, oltre all’alato intervento del capogruppo Pd, ospita in prima pagina un commento di tale Chiara Geloni (chissà perché in prima pagina) nota (?) esponente della cosca perdente Pd; il pezzo aiuta a comprendere anche molte delle dinamiche che presiedono all’attività politico amministrativa locale. Il passaggio rivelatore, in particolare, quello dove si afferma che “oggi…il Pd sui territori è ridotto a ceto politico in guerra per bande, ai limiti della coesistenza”.
Ecco spiegato il male oscuro della politica cittadina. Ormai spiaggiata l’opposizione e sradicati i cespugli un tempo colpevoli della litigiosità del centrosinistra oggi il confronto scontro, la “guerra per bande”, è tutto interno al Pd.
Dei problemi dei piacentini importa relativamente. Sullo sfondo semmai c’è la prossima battaglia per il rinnovo del segretario provinciale. La tassa di soggiorno è un pretesto per scaricare su una componente piuttosto che sull’altra la responsabilità della scelta.
Richiamare, come fa Negri, la fedeltà al programma elettorale delle scelte di bilancio serve solo a scaricare su Dosi e C. il peso di decisioni dure e impopolari (la tassa di soggiorno pare quella più innocua) prendendone le distanze politiche e lasciando a quelli di trovare il modo di quadrare un bilancio con sette milioni di punti interrogativi che il giorno delle elezioni non era prefigurabile.
Ma i consiglieri (per definizione) non dovrebbero appunto consigliare quali misure adottare?
Troppo comodo dire “Non si aumenti la pressione fiscale e si mantengano i servizi tagliando la spesa”. Questo può legittimamente pretenderlo un cittadino che sta al bar. Un consigliere dovrebbe sapere che vi è una crescente domanda di servizi e quindi di spesa pubblica, che le risorse non bastano nemmeno a garantire quelli esistenti, che l’unica alternativa possibile sta nell’incrementare la pressione fiscale i nel ridurre i servizi (le “razionalizzazioni della spesa” sono belle parole). Da un consigliere che non vuole aumentare le tasse ci si aspetta allora un’indicazione sui servizi da tagliare, quali e come. Oppure che non deleghi ad altri la costituzione di una commissione sul welfare in base al modello bresciano il cui onere, in ossequio a una mozione approvata dal Consiglio, spetta al Consiglio stesso di cui il consigliere fa parte. Suo e nostro malgrado.

La Vegliarda Teresa

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