Opinioni – Devoti: “Dai residenti della Val Nure proposte alternative alla diga”

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Cresce il dibattito intorno alla proposta di costruire una diga nel letto del torrente Nure. Voci a favore e voci contrarie si alternano su un tema naturalmente spinoso. Di seguito pubblichiamo la lettera aperta, rivolta ai cittadini e agli amministratori della Val Nure, compilata da Gian Piero Devoti, abitante della valle.

“Nell’incontro pubblico di venerdì 17 agosto a Bettola per dibattere sulla eventualità di una diga in Valnure, sono emersi diversi spunti di riflessione: proposte alternative quali laghetti aziendali decisamente meno costosi ed impattanti, oppure l’insensatezza di creare una struttura di potenziale pericolo per stoccare acqua che nell’attuale trend di sviluppo delle colture di pianura incentiverà anche la produzione di mais destinato alle centrali energetiche a biomassa e non al consumo umano, e tanto altro.
Proponiamo di riflettere anche sull’aspetto economico premettendo quali comuni cittadini, di poter formulare considerazioni generali o generiche non specifiche o dettagliate sul progetto.
Ci viene spontaneo supporre che alla grossa spesa iniziale di progettazione e costruzione sia da sommare un costo ben maggiore, ma diluito nel tempo e in parte a carico dei nostri successori, per la gestione, la manutenzione e la demolizione al termine della vita del manufatto.
Come residenti in Valnure viviamo quotidianamente, oltre al bello di una valle che conserva numerosissimi luoghi e aspetti di forte naturalità, anche tanti momenti e fattori critici che rendono difficoltoso il permanere su queste belle colline e montagne.
Ci riferiamo alle difficoltà che hanno i comuni a reperire fondi per la normale manutenzione delle strade: chiusura delle buche, ripristino delle cunette, pulizia degli argini, sgombro di neve e ghiaccio, rinnovo della segnaletica orizzontale che tanto aiuta nelle giornate di nebbia ecc ecc, o alla ridotta copertura telefonica e di internet, oppure all’inesorabile diminuzione di servizi: sanitari, scolastici, postali, assistenziali, ecc. dovuta al costante spopolamento, o al diffuso dissesto idrogeologico che interrompendo improvvisamente le strade costringe a svariate peripezie, o all’inadeguato dimensionamento delle linee fognarie che si evidenzia sempre più con allagamenti dei centri abitati ad ogni forte temporale.
Per queste e tante altre criticità è raro vedere interventi preventivi che potrebbero nel tempo indurre consistenti risparmi e sopratutto evitare o ridurre disagi.
Con tante necessità contingenti ci è difficile immaginare e sostenere il forte investimento richiesto dalla costruzione di una diga che sopratutto in futuro assorbirà risorse economiche importanti, ci pare invece logica e necessaria una programmazione economica ispirata al buon senso che dia la precedenza alla soluzione di criticità, alla prevenzione e al mantenimento di servizi essenziali, affinche si arresti lo spopolamento in atto perchè la medio-alta valle ben popolata e presidiata rappresenta il miglior beneficio che possono avere gli abitanti di pianura, tutti, non una sola parte di essi.
Proponiamo di sospendere il progetto diga in Valnure, occuparci delle numerose necessità attuali e rinviare ai nostri figli e nipoti il ragionare e decidere su come intervenire sull’acqua del Nure”.

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