del Club Forza Silvio “Città di Piacenza” – Lo scrivente club esprime viva solidarietà alle vittime parigine – e alle loro famiglie, nonché alla stampa francese e a tutta la Francia – per l’ennesimo massacro perpetuato dai fondamentalisti islamici, i quali sempre più stanno mostrando il loro aspetto aggressivo, sanguinario e irrispettoso della vita umana e della libertà.
Questa sfida lanciata nei fatti all’Occidente – ieri a New York, a Londra, a Madrid, in Siria, verso i cristiani nel mondo, oggi nella capitale di una delle terre di più antica cristianità – rappresenta un vistoso ulteriore disincanto a fronte di quel fenomeno su cui l’Occidente ha commesso ormai anche troppi errori di valutazione e di omissione, trattandosi più che mai di una vera e propria guerra senza quartiere – guerra di oggi, coi sistemi di oggi, che sono subdolamente terroristici -, nella quale si manifesta il volto violento di una società basata su una religione che ha nel suo dna quanto certamente Dio non potrebbe mai chiedere agli uomini, vale a dire di uccidere e coltivare odio sanguinario e di farsi strada con le armi in pugno.
Noi sentiamo di avere nei nostri cromosomi storici e culturali quel fermento che il figlio stesso di Dio ha portato venendo egli stesso nel mondo a insegnarci un Vangelo di pace e ordine, una religione del rispetto che – se pure nella nostra storia abbiamo talvolta violato a causa del nostro personale egoismo -, è rimasto quale lievito di moderazione e rispetto, che si è fatto cultura, che l’Occidente ha sempre più e sempre meglio imparato e che ne fa l’orgoglio di una religione superiore, non certo per nostri personali meriti, ma in quanto unica religione rivelata da un Uomo-Dio, sulla quale abbiamo appunto costruito una società e una cultura di vero progresso.
Questa società e questa cultura sentiamo di dover difendere con le armi della convinzione, mettendo tutto il nostro apporto civile a che le Istituzioni a ogni livello sappiano – ben più di quanto sinora avvenuto – rappresentare nei fatti tale consapevolezza civile.
Il Papa ci richiama continuamente a una corretta esperienza, consistente nel portare Cristo a chi non lo conosce, mostrando la fede cristiana e la sua bellezza e valorizzando l’unica vera forma di dialogo, finalizzata alla costruzione del bene comune nella consapevolezza e nel rispetto dell’identità della propria religione e della propria cultura e nella sincera disponibilità a convivere con gli altri, rispettando le loro persone e desiderando sinceramente costruire qualcosa insieme. Questa, ha detto il Papa, è la vera strada per superare il fondamentalismo, una tentazione per ogni religione, ma che oggi sembra essere un problema che riguarda soprattutto il mondo islamico.
I recenti fatti di Francia ci invitano a tener alta la guardia e – trattandosi ormai di una vera guerra – a guardare l’avversario (che non chiamiamo nemico perchè non lo vogliamo come tale, ma che non confondiamo per un falso amico) con il concreto sguardo di chi gli avversari non li sottovaluta e non crede di potersi limitare a schernirli, in quanto sappiamo che solo “rispettando” il proprio avversario, cioè prendendolo sul serio, combattendolo con armi proprie e difendendosene con armi proprie, si fa il proprio dovere verso se stessi e verso gli altri.
Una lezione che, a livello culturale, civile e politico dovremo tener ben presente.




