Nuovo ospedale di Fiorenzuola, dieci milioni non bastano

0

ospedale fiorenzuoladel Comitato “No alla chiusura dell’ospedale di Fiorenzuola” – «Il nuovo ospedale di Fiorenzuola sarà migliore e più sicuro rispetto a quello di prima». Un ritornello che ci sentiamo ripetere ormai da oltre un anno: d’altra parte però resta la convinzione sempre più realistica che non potrà essere così e permane costante il mancato coinvolgimento dei cittadini (attraverso i propri amministratori) alle iniziative intraprese dall’Ausl.
Dopo aver smantellato, lo ribadiamo, senza motivi validi, l’ospedale nella sua struttura fisica, avere alienato e disperso le componenti mediche e infermieristiche, aver portato alla disperazione di tanti e alle dimissioni dei direttori sanitari, ancora continuano a ripeterci che tutto comunque si trasformerà in un nuovo presidio ospedaliero più bello e più grande di prima!
A convincerci che non possiamo essere tranquilli, sono i dati forniti dagli atti allegati al bando di gara che qualcuno ci presenta con orgoglio come segnale di brillante futuro dell’ospedale. Dalla lettura delle carte, anche in modo sommario, emergono due considerazioni evidenti.
La prima: l’Ausl, per l’ennesima volta, deve ritornare sulle proprie posizioni per ribadire, precisare, riorganizzare … Tra i documenti di gara emerge una nota integrativa, redatta su esplicita segnalazione delle ditte interessate a partecipare, ma che rilevavano discrepanze tra i dati riportati da Ausl e quelli rilevati dai disegni, senza data e senza numero di protocollo; nella nota si dichiara “candidamente” che «le indicazioni della tabella inerente i costi parametrici dell’intervento sono puramente indicativi… ». In altri termini, Ausl non sa esattamente quali siano le “quantità di lavorazioni” che devono essere effettuate! E su questi dati definisce i costi! 10 milioni aveva a disposizione e 10 milioni è il costo previsto per i lavori.
La seconda considerazione: i 10 milioni di euro ci consentiranno di avere al posto del vecchio padiglione B (non supertecnologico, ma che con gli opportuni interventi di rinforzo avrebbe potuto offrire assistenza ancora per tanti anni ai cittadini della Valdarda) una scatola vuota e non ultimata, uno dei tanti mostri che purtroppo ci ritroviamo spesso nel nostro Paese.
Dalla descrizione allegata al bando emerge, infatti, che saranno lasciate al rustico (cioè non saranno utilizzabili) ambulatori e centro prelievi, spazi per la riabilitazione, studi medici, uffici amministrativi, inoltre, dai 10 milioni sono esclusi: montacarichi di servizio, gruppi elettrogeni, serbatoi per l’ossigeno, sistemazione aree verdi, …
E i milioni di euro che mancano da chi saranno messi a disposizione?
E tutte le opere escluse come verranno finanziate, appaltate e realizzate?
E in che tempi saranno conclusi i lavori: il bando attuale prevede trenta mesi dall’inizio lavori, ma solo quelli appaltati….. e il resto?
E come saranno affidati i lavori non compresi nell’appalto?
Le opere dovranno essere finanziate, rimesse in appalto o affidate direttamente all’impresa esecutrice senza appalto? E con quali parametri, visto che l’appalto principale ha dei riferimenti solo indicativi?
Il metodo per individuare l’impresa vincitrice dell’appalto è a punti, che saranno assegnati da una commissione con valutazioni discrezionali.
I punteggi saranno assegnati per organizzazione di cantiere, impianti elettrici e speciali, impianti meccanici, qualità complessiva del progetto, materiali e opere edili e, dulcis in fundo, migliorie; tutto, ricordiamolo, rispetto ad un capitolato ed un progetto con indicazioni puramente indicative.
Un bando contenente all’apparenza tanta discrezionalità che potrebbe lasciare spazio a ricorsi in sede giudiziaria da parte delle ditte escluse.
La recente tragedia di Genova provocata dai ritardi nell’esecuzione dei lavori fermi a causa dei numerosi contenziosi giuridici legati alla formulazione del bando di gara, che si prestava a differenti interpretazioni, sia da monito per coloro che hanno il potere di decidere!
Quando il Comitato faceva sentire la sua voce e sosteneva che i 10 milioni di euro non potevano bastare, alcuni sindaci e l’Ausl ripetevano, invece, che si poteva fare.
Ora che è l’Ausl a scrivere nero su bianco che i 10 milioni non bastano, facciamo ancora appello ai sindaci affinchè, a tutela dei cittadini che li hanno votati, chiedano chiarimenti ad Ausl, riaprano il dibattito sulle prospettive della nostra sanità piacentina giorno dopo giorno sempre più impoverita dal punto di vista assistenziale, di immagine ed economico.
Gli interventi che si facevano a Fiorenzuola, infatti, non sono stati trasferiti tutti a Piacenza, molti sono andati fuori provincia (o fuori regione), aggravando ulteriormente i costi della sanità piacentina, senza che questa ne tragga alcun beneficio!
In una situazione siffatta come può affermare il sindaco di Fiorenzuola Compiani che «si sta ricucendo un clima di fiducia e che la macchina è in moto…»?
Ai cittadini, che, dopo tutto quanto è successo, dopo tutte le riduzioni di servizi spacciate per riorganizzazioni, affrontano i disagi ogni giorno per continuare a ricevere assistenza, non basta vedere i rendering (le rappresentazioni grafiche di come dovrebbe diventare l’ospedale) stampati per dar la certezza che il nostro ospedale abbia un futuro!
Ai candidati consiglieri regionali chiediamo l’impegno a far chiarezza sul reale stato della Sanità della Valdarda affinchè si riporti sul nostro territorio un servizio efficace e completo, come era quello offerto dall’ospedale di Fiorenzuola.
Concludiamo dicendo: dimostrato che i 10 milioni a disposizione non bastano nemmeno a completare le opere murarie, forse è il caso di rivedere la decisione di demolire?

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.