Nuovo ospedale, definitivo il no a Pertite e Lusignani

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L’area ex Pertite

Ora è ufficiale. La Regione Emilia Romagna ha formalizzato lo stralcio definitivo delle ipotesi Pertite e Lusignani come sede del nuovo ospedale di Piacenza. La giunta, infatti, ha deliberato il recesso dagli impegni stabiliti dal protocollo d’intesa del febbraio 2017 tra ministero della Difesa, Comune, Agenzia del Demanio, Regione Emilia Romagna e Azienda Usl  “per la razionalizzazione e la valorizzazione di alcuni immobili militari presenti nel territorio comunale
nonché la realizzazione del nuovo ospedale di Piacenza”. Recesso che riguarda le previsioni sulla possibile localizzazione dell’ospedale nelle due  ex aree militari. La Regione Emilia Romagna recepisce in questo modo la decisione adottata dal consiglio comunale di Piacenza il 25 giugno scorso. Le motivazioni del superamento del protocollo e la necessità di allargare lo sguardo al privato le espressero il sindaco Barbieri e il consigliere Foti. “Le contrarietà a Pertite e Lusignani, quindi alle aree demaniali – spiegò il sindaco in consiglio comuale – non sono di carattere politico, ma tecnico. Si tratta di due aree che, per motivi diversi, risultano inidonee”.
L’ex caserma Lusignani, come noto, presenta una metratura insufficiente, in sostanza è ‘piccola’. Il nodo per la Pertite consiste nell’impossibilità di superare l’ostacolo rappresentato dalla pista di collaudo per i carri armati. “Sono sette anni – rilevava Foti – che lo spazio per una nuova pista non si riesce a individuare. Oltretutto si tratta di un’operazione che avrebbe dei costi non indifferenti”.
Ora, dopo lo stralcio formale delle due aree pubbliche, si attende il bando di gara concordato tra Regione e Comune per la ricerca di aree – private – alternative come sede per il nuovo ospedale.

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