Nuovo Corso, la “controriforma” dei commercianti
I ciclisti: non si può fare, troppo traffico

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corsoLa questione in fin dei conti non è affatto nuova: da un lato la necessità di riformare la viabilità urbana, dall’altro le preoccupazioni economiche degli operatori commerciali. La querelle, questa volta, riguarda il tratto di Corso Vittorio Emanuele compreso tra il monumento alla Resistenza di William Xerra (il Dolmen di Stradone Farnese) e Barriera Genova, laddove i platani del Facsal scavalcano la strada e proseguono in via Palmerio.
Il Comune, in questo tratto di strada, vorrebbe istituire il senso unico, dalla statua di Sant’Antonino al Dolmen. Negli ultimi anni questo tratto di Corso si è particolarmente animato, ricco com’è di luoghi di ritrovo, diventando punto di riferimento dello struscio serale, quando non di una vera e propria movida piacentina. Ma ad opporsi all’ipotesi di drastica regolamentazione del traffico sono proprio i commercianti, timorosi come sempre che la riduzione del passaggio veicolare comporti una drastica riduzione degli incassi. Si tratta di una preoccupazione più che legittima, anche se ai più, l’equazione traffico uguale commercio, nei centri storici beninteso, appare un anacronismo bello e buono. Di qui, comunque, il controprogetto dei commercianti: mantenere la circolazione automobilistica (nei due sensi di marcia), abolire l’attuale pista ciclabile e dichiarare il tratto a vocazione ciclo-pedonale. L’apparente contraddizione si scioglie – sostengono i commercianti – osservando quanto accade in alcune città del Nord Europa (segnatamente in Olanda). Precedenza ai pedoni e ai ciclisti, traffico automobilistico consentito a bassissime velocità. In questo modo, ritengono gli operatori commerciali, si salvano capra e cavoli. Il contro-progetto (controriforma qualcuno l’ha chiamata) ha trovato attenzione in Giunta, con il sindaco Dosi che si è dichiarato dispostissimo all’ascolto, ma incontra la netta opposizione di ambientalisti e associazioni dei ciclisti. L’obiezione principale riguarda la densità dei passaggi automobilisti: dove la proposta “olandese” è stata adottata il traffico è ridotto, mentre in questo segmento di Corso scorrono quotidianamente circa 17mila auto. Insomma per i sostenitori di un centro libero da auto, quella dei commercianti è una battaglia di retroguardia (e qualcuno ricorda la strenua opposizione, negli anni Sessanta del secolo passato, alla chiusura del Corso ai camion!). Il confronto è avviato.

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