E’ dunque Arnaldo Franzini l’uomo che guidera’ l’ennesima crociata biancorosso alla caccia al professionismo. Una scelta nell’aria gia’ da qualche settimana ma divenuta concreta all’indomani dell’abortito tentativo di fusione tra Piacenza e Pro.Inutile negare e sottolineare come il mister valdardese sia l’uomo dall’identikit piu’ appropriato per sedere su una delle panchine piu’ calde della Serie D: perfetto conoscitore della categorie e dell’ambiente piacentino, ha gia’ vinto il campionato ed e’ abiutato a gestire situazioni delicate ed in salita. Resta il punto interrogativo di come l’ex-tecnico rossonero si adegui ad un ambiente totalmente diverso da quello fino ora da lui vissuto; Franzini e’ diventato grande in una societa’ che ha permesso di lavorare con la massima tranquillita’ e senza la minima pressione e che lo ha difeso ed assecondato nei momenti piu’ difficili della scorsa stagione quando tutti pensavano che un’esonero rappresentasse l’unica medicina per scuotere un ambiente atrofizzato ed al limite della depressione. Ora i presupposti cambiano radicalmente; il Piacenza e’ un ambiente che non ammette sconfitte e sempre al limite della crisi nervosa e qui Franzini si giochera’ buona parte della sua credibilita’; riuscire attraverso i suoi modi pacati e silenziosi ad aggregare intorno a se’ giocatori, societa’ e tifosi. Nella scorsa stagione De Paola e’ riuscito a compattare i vari elementi attraverso uno stile di gestione piu’ rude e sanguigno ottenendo risultati oltre ogni aspettativa ma forse alla lunga logorando le varie componenti, il mister vernaschino dovra’ invece lavorare in primis sulla compattezza dello spogliatoio cercando di evitare al massimo quelle frizioni che sono costate ai predecessori Viali,Venturato e Monaco; per questo il primo passo e’ quello di circondarsi di uomini fidati che hanno creduto un lui in questi anni: Matteassi e Silva in primis, seguiti forse da Rieti, Bignotti e Marmiroli; una piccola colonia dell’odiati rivale Pro Piacenza per cercare di creare un minimo di continuita’ di lavoro con il passato partendo gia’ con una discreta base di compattezza e di conoscenza. Il Piacenza che verra’ si basera’ principalmente sul 4-3-3 che Franzini sia in D che per buona parte in Lega Pro ha sempre sposato: difesa blindata al centro con la probabile coppia Ruffini-Rieti e con due under come terzini piu’ intenti a difendere che ad attaccare; nel centrocampo a tre scontata la presenza del fedelissimo Silva come metronomo davanti alla difesa con Marmiroli a sinistra e probabilmente Saber a destra; in avanti il sempre affidabile Matteassi a garantire accelerazioni e gol a supporto i Lisi a sinistra e della grande incognita dell punta centrale. Il Pro Piacenza ha sempre impostato il con un centravanti piu’ di manovra e che lavorasse per gli inserimenti delle seconde punte e delle ali mentre nel Piacenza delle ultime due annate, Marrazzo a parte, si e’ spesso sentita la mancanza di uno stoccatore d’area nei momenti decisivi. Su questo aspetto Franzini dovra’ concentrarsi e lavorare nello specifico.




