I Gatti cacciano la..Volpe.L’addio all’ultima bandiera

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volpeLa folle corsa al termine del drammatico spareggio di Prato per difendere il propri tifosi dalla beffe di un giocatore avversario. E’ questa l’immagine piu’ commovente e sintomatica di Francesco Volpe e della sua storia biancorossa. Era arrivato nella tormentata estate del 2011 in mezzo all’ammucchiata di giocatori raccattati in fretta e furia alla vigilia dell’esordio in Lega Pro dall’accoppiata Lanna-Gallo, per lui un’inizio un po’ sottotono per un calciatore arrivato con un passato di serie A e B piu’ come centravanti che come uomo di fascia e di movimento. Poi col passare delle giornate e’ uscito il suo vero DNA di lottatore, magari con un feeling non perfetto con la zona gol, ma capace sulla fascia di sgroppate e di accelerazioni da far innamorare i tifosi, proprio in un derby con la Cremonese si e’ fatto amare per la prima volta dal grande pubblico con un’azione di pura caparbieta’ e cuore da far sobbalzare il Garilli. Da li sono passate 112 presenzae 21 reti ma sopratutto un affetto e una riconoscenza che a Piacenza dai tempi di Piovani e De Vitis non si ricordavano: le lacrime di Prato, la scelta di ripartire dall’eccellenza e dalla serie D per un calciatore che ha vestito maglie prestigiose come Juventus e Genoa ma sopratutto l’attaccamento alla maglia e ai tifosi senza eguali. Mai una parola fuori posto, una polemica o un momento di sconforto, Volpe e’ sempre stato il primo a prendersi le responsabilita’ e le colpe (anche non sue) nelle tante e troppe contestazioni e nei momenti bui avuti dal Piacenza Calcio negli ultimi due anni, rimarranno anche le immagini di gioia e di esultanza con le corse sotto la gradinata a chiamare, da vero Capitano, il resto della squadra a raccogliere le ovazioni del tifo; ma pronto a presentarsi anche solo a chiedere scuse apertamente per le sconfitte o le prestazioni negative. Se ne va dunque un Capitano che al Garilli lascia il cuore ed un’ottimo ricordo: le sue improvvise accelerazioni sulla fascia destra quasi come accendesse una turbina dentro di se, cosi come i gol impossibili che sovente hanno deciso match delicati. Su di lui pesa forse una categoria dilettantistica non adatta al suo gioco tecnico in spazi aperti e probabilmente la tanta e troppa aspettativa che su di lui aleggiava come “top player” per la categoria. Si dira’ che il suo ruolo era incompatibile con il suo ex-alter ego Matteassi cosi come molti pensano che la societa’ volesse liberarsi di un contratto troppo oneroso per la serie D. Si potra’ discutere anche a lungo sul modo in cui Volpe e’ stato scaricato dal Piacenza, ma la sostanza poco cambia. Da oggi non e’ piu’ lui il Capitano biacorosso ma nel cuore di tutti i tifosi le sue sgroppate e i suoi dribbling avranno un posto speciale e quel “Nessuno puo’ toccare i  miei tifosi” che vale piu’ di mille parole.

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