Nuovi supermercati, l’economista Fornari: “Visione superata, il mercato è saturo. Servono invece aree verdi”

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Piacenza, nella storia, è stata città di caserme, di conventi e chiese e oggi è città di supermercati. E nuovi insediamenti si aggiungeranno presto ai Super già esistenti. Si tratta della superficie di vendita nella grande area di Terrepadane in via Colombo (14.500 metri quadri di centro commerciale più altri distribuiti in varie strutture); dei 4.750 metri di supermarket nell’ex Manifattura Tabacchi in via Raffalda; dei 2.000 metri quadri di supermercato alimentare nell’area ex Camuzzi in via Morigi; dei 5.300 metri di commerciale nell’ex sede del gas tra corso Europa e via Rigolli.
Piacenza, dunque, sembra costruire un gioco urbanistico in cui, unendo i puntini, si passa da un supermercato e/o centro commerciale all’altro.

Daniele Fornari


“A Piacenza non c’è alcun bisogno di nuovi supermercati – afferma in un’intervista al quotidiano locale Daniele Fornari, professore di Marketing alla Cattolica – Il mercato è saturo e oggigiorno anche le grandi catene si orientano sempre di più verso strutture di piccole dimensioni”. Secondo l’economista della Cattolica la domanda non giustifica una tale proliferazione di maxistore: “Sono 30 anni che studio e mi occupo di queste dinamiche. Qui a Piacenza si sta andando in controtendenza rispetto al resto del paese. Da noi si sta adottando un approccio che valeva fino a 30-40 anni fa, senza voler capire che le esigenze del cittadino-consumatore sono molto cambiate. Una buona amministrazione dovrebbe tenerne conto”. Per Fornari, dunque, a Piacenza in capo a mesi qualche grande supermarket segnalerà il proprio stato di sofferenza, quando non di crisi manifesta.
“Investire in supermercati non è più conveniente. Ha senso continuare a farlo? Tra l’altro a Piacenza c’è una popolazione che invecchia sempre di più e che preferisce rivolgersi ai negozi di vicinato perché nelle grandi strutture si sente smarrita”.
Sì, ma i piccoli? Sempre il professor Fornari, analizzando un trend ormai consolidato, poiché osservabile almeno dagli anni novanta del secolo scorso, segnala come la piccola e media distribuzione, il famoso e rimpianto negozio di vicinato, non sia per niente destinato all’estinzione. Chi ha saputo rinnovarsi, puntando su qualità e capacità di incontrare l’esigenza del cliente, non solo non è scomparso ma si è rafforzato. E l’economista conclude con un invito: “Una pubblica amministrazione deve capire cosa vogliono i cittadini. E la risposta è investire in parchi, scuole, aree verdi. Basta guardare Parma, dove negli ultimi anni c’è stato un grande rilancio del centro storico la cui accoglienza e bellezza sono decisamente migliorate con un contestuale miglioramento sia dell’ambiente urbano sia della qualità degli eventi”.

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