Circa 7mila multe in più, in pochissime settimane, per ingressi non consentiti nella Ztl. E’ il clamoroso risultato dell’accensione – il 12 aprile scorso – degli implacabili vigili elettronici agli accessi delle vie Landi, Santo Stefano e Scalabrini in centro storico. Un’autentico salasso, per i portafogli dei piacentini (e non solo), e un dato le cui anomale proporzioni portano a qualche considerazione sul modo in cui sono stati comunicati l’esistenza e il funzionamento delle nuove telecamere.
Ipotizzare che in così poco tempo ben 7mila automobilisti abbiano scientemente deciso di “immolarsi” e di bruciare così decine o centinaia di euro, in tempi di feroce crisi economica, è impensabile: anche se ancora impera il brocardo Ignorantia legis non excusat, è più probabile che moltissimi, semplicemente, non potessero essere a conoscenza di una novità della quale si è parlato pochissimo e quasi solo sul quotidiano locale, che non è – però – la Gazzetta Ufficiale.
Sorge quindi la domanda sul come sia stato possibile che l’ottavo Comune “più smart” d’Italia (è il verdetto del Sole 24 Ore) si sia momentaneamente “dimenticato” di utilizzare media e altre forme di pubblicità per avvertire gli automobilisti, con più largo anticipo, dell’accensione delle nuove telecamere: se il Cui prodest? è ancora valido, a pensar male la scelta potrebbe non essere del tutto disconnessa dall’aver dato una furtiva occhiata al sempre più smunto bilancio comunale.
Dura lex, sed lex.




