Mio Post – Le proposte di un cittadino per uscire dalla crisi

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di Rino Catelli – Abbiamo riposto molte speranze nel Governo “larghe intese” per una forte azione economica anticrisi. Letta però ha prodotto solo qualche piccolo decreto, che sono “uno sciroppino” per l’Italia. Il Pd è senza idee; Bersani: diceva “più lavoro” generico; Fassina: “i soldi ce li deve dare l’ Europa”. Monti ora è in vacanza. Di contro il PDL ha inventato “l’opposizione dentro il Governo”, specie Brunetta, ogni giorno dice che Letta deve eliminare l’IMU e l’ IVA, senza dire dove trovare le coperture (8Mld di euro). Brunetta sa che è nel Governo? Penso che “il Governo tutto” dovrebbe fare questo, quello, ecc. Berlusconi, con ragione, dice che 8Mld, vanno trovati nei risparmi di spesa anche se, il giorno dopo, suggerisce di infrangere gli accordi internazionali (firmati da lui), irresponsabile! Solo nel 2011, stavamo per fallire!
Per rilanciare l’ economia, c’è chi dice serva uno shock fiscale (Bonanni), o ridurre il fisco sulle imprese (Squinzi). Il vero problema quindi è trovare tantissimi soldi da investire. Le tasse non si possono aumentare (sono 46%!). Ballarò in TV: entrate Stato 750Mld, spesa Stato 800Mld. Per l’ Europa, siamo “a posto”, nonostante 50Mld di disavanzo che farà più debito. Se giudichiamo queste cifre, da manager (questo facevo), bisogna fare efficienza nello Stato. Se un’ azienda costa più di quanto fattura, fallisce! Se uno Stato costa più di quanto incassa fallisce!
Quanti soldi servirebbero per il rilancio? 3-4 punti di riduzione fiscale, p. e. meno 1.000 euro di Irpef a famiglia sono 23Mld. Meno peso fiscale sulle Aziende (ancora più urgente visto che scappano), eliminando l’ IRAP, odiosa tassa di Prodi (unica proporzionale al fatturato), vale 35Mld. Insomma per un rilancio, rapido servirebbero 50Mld, ben più degli 8Mld di IMU e IVA.
Ecco la proposta del sottoscritto “cittadino”; i politici “saccenti” dovrebbero studiarla con attenzione, visto cosa hanno fatto in 40 anni! Riformare lo Stato e fare fortissime efficienze.
1. Chiusura Province in sei mesi, trasferimento competenze e dipendenti alle Regioni. Le Provincie valgono 12Mld; programmare di 2-3Mld di reinvestimento per dismissione dipendenti in tre anni, non traumatica, del 20-30%, quello che si può (prepensionamenti, mobilità, ecc..). Risparmio 9-10Mld, appena approvati dal Parlamento, tutti riversati in minori tasse! Letta lo sta facendo? Non credo, sarà fatta una cosmesi e avremo, che so, “Nuove Aree”, cioè le ex Province con nuovo nome.
2. Chiusura di 10 Regioni (50%) in un anno e ricollocazione dei dipendenti nelle Regioni rimanenti. Ancora programma di riduzione non traumatica di dipendenti in tre anni, del 20-30%, quello che si può, senza traumi. Azzeramento di tutte le autonomie. Autonomie… a proposito: Maggio 2012 il Governatore dimissionario Sicilia assume “30 camminatori” (portano i documenti negli uffici…), beh la Sicilia è autonoma… Luglio 2012, il Governatore va a Roma, c’è un buco di 5Mld, ecco che la Sicilia è tornata Italiana. Nel commercio sono vent’ anni che l’ Italia viene divisa in 4 macroregioni. Dieci sono anche tante! Risparmio? non so, oggi le Regioni costano 170Mld, dimezzandole penso si risparmi almeno il 20-25%, cioè 30Mld. Appena approvato dal Parlamento, tutti questi soldi riversati minori tasse per imprese e famiglie.
3. Chiusura di 4.000 Comuni (quelli con meno 3.000 abitanti) su 8.400 tot.. Ricollazione di tutti i dipendenti nei “Comuni capofila”. Se possibile ancora un piano per ridurre il personale. Nei Comuni dismessi si lascia un ufficietto con 2-3 dipendenti per un servizi locali (stampa certificati, consulenze, ecc..). I Comuni valgono oggi 73Mld, anche qui se si risparmiasse il 20% sarebbero altri 15Mld da riversare subito in minori tasse!
4. Chiusura selettiva, in sei mesi, di tutti gli Enti inutili, Anche qui, è certo che lo Stato può trovare forti risparmi di spesa.
Efficienza vuol dire fare le stesse cose ma con costi minori. Mai sentito questa parola dai politici. I risparmi di spesa (per me assurdi) li faceva Tremonti con tagli lineari dei trasferimenti ai Comuni, autorizzando contestualmente un aumento delle aliquote locali; risultato? si trasformava un apparente taglio di spesa in tassazione locale.

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