scritto da Redazione Online Giu - 7 - 2018 TAG: ,

L’area dell’ex Consorzio

Il sogno di una città ancora a misura d’uomo, resistente all’onda d’urto della globalizzazione, con il sarto, il formaggiaio, il macellaio e il droghiere sotto casa (qualcosa resta in viale Dante. Per quanto, però, non si sa) svanisce nell’alba grigia di un compleanno. Il compleanno è quello della nuova giunta Barbieri, il sogno quello dei commercianti del centro, del semicentro e delle periferie che massicciamente hanno votato centrodestra, sperando in una palpabile, concreta, inversione di tendenza sul commercio.
Il problema è stato sollevato dal M5S ed il punto è questo: dopo anni all’opposizione, cavalcando battaglie che vanno dalla sicurezza al decoro urbano, dalla difesa del lavoro italiano alla difesa tout-court nonché alla conservazione di un tessuto connettivo palesemente minacciato dalla globalizzazione, ecco che la giunta dei Fratelli d’Italia, di Forza Italia e della Lega ormai nazionale, invece che tutelare il commercio di vicinato stende tappeti alla grande distribuzione. E’ questa, almeno, l’interpretazione del Movimento 5 Stelle che, in un impietoso comunicato, snocciola le contraddizioni dell’amministrazione Barbieri.
“Nuove aree commerciali in arrivo per tutto il 2018 – si legge nella nota firmata “4 valli a 5 stelle” – che piovono come una grandinata estiva sulla nostra città. Non essendo stata fatta alcuna pianificazione accurata che possa realmente andare incontro alle esigenze della cittadinanza piacentina, tipica delle smart city, questi discount riempiono aree considerate degradate e spuntano come funghi con l’intento fagocitare i piccoli commercianti, congestionare la viabilità, creare nuovi posti di ‘lavoro’ (precario e sottopagato) e perché no, rimpinguare le casse del comune. L’amministrazione comunale – proseguono i 5 stelle piacentini – in larga parte scarica sui predecessori le colpe di queste scelte irrazionali, ma quando si tratta di ‘metterci il carico’ non si fa certo scrupoli, come possiamo vedere dalla decisione dell’area di Via Calciati”.
Si parte, dunque, dall’erigendo supermercato di via Calciati – tra l’Esselunga e il Penny Market, per capirci – e il mega progetto dell’ex consorzio, ribattezzato Terre Padane. Un’offensiva vincente, l’ennesima, della grande distribuzione, offensiva vittoriosa destinata a schiacciare, quando non ad annichilire, il tradizionale e amichevole commercio di vicinato. E le associazioni di categoria, come reagiscono?
Presidente Raffaele Chiappa (Unione Commercianti), la Giunta Barbieri sta per dare l’ok definitivo al piano di Terrepadane che prevede 15 mila metri quadri di commerciale nell’area dell’ex Consorzio Agrario. Già data l’autorizzazione a un nuovo supermercato nell’area ex Mazzoni di via Calciati…
“Sì, ma intanto va detto che sono due cose diverse, sulle quali per altro noi abbiamo dato parere negativo. Comunque, per quanto riguarda il progetto di Terre Padane noi vogliamo capire alcune cose: che tipo di insediamento ci sarà, magari facendo una mappatura dei servizi che mancano, e in che modo noi si possa incidere affinché nascano servizi nuovi rispetto a quelli già presenti in città”.

L’area ex Mazzoni

Per esempio?
“Per esempio nel favorire chi volesse delocalizzare la sua attività in quell’area, oppure drenando risorse a favore dei commercianti del centro storico e, inoltre, individuando servizi che oggi mancano e che il consumatore ci chiede. Dobbiamo dunque fare in modo che il nuovo insediamento sia impattante il meno possibile”.
Sì, ma per via Calciati?
“Per via Calciati ci siamo dichiarati contrari fin da subito e abbiamo battagliato invano. Si tratta di un’area a concentrazione commerciale già molto elevata: prima di assumere decisioni di questo tipo bisognerebbe fare studi sul territorio, sondare le possibilità di assorbimento di iniziative di questo tipo”.
E’ deluso dall’operato di questa nuova amministrazione di centrodestra?
“Non mi sento ancora in grado di giudicare. Per Terre Padane, per esempio, hanno preso in mano una pratica ereditata dalla precedente amministrazione. Detto questo, noi siamo aperti alla massima collaborazione e ciò che chiediamo consiste nella semplice richiesta d’essere consultati quando si delibera su temi e argomenti che riguardano il commercio”.
Sulla stessa lunghezza d’onda del vertice di Unione Commercianti, il presidente di Confesercenti Nicolò Maserati: “La nostra posizione è ovviamente negativa: stiamo parlando di nuovi insediamenti commerciali in un mercato ormai saturo ma, con ogni evidenza, non possiamo far altro che ricercare strategie in grado di alleviare le sofferenze dei commercianti. La scelta dell’Amministrazione – che, ripeto, ci vede contrari – è (purtroppo dal nostro punto di vista) del tutto legittima”.
Contate realmente sulla limitazione dei danni?
“Credo nella concertazione: quando ci si riunisce tutti insieme intorno a un tavolo – come nel caso dello spostamento dei banchi del mercato del sabato – si riesce nella non facile opera di mediazione”.
Dissapori con l’Unione Commercianti?
“Con l’Unione Commercianti vige il principio della massima collaborazione: costruzione di un fronte comune per sostenere le battaglie che coinvolgono un intero settore. Il nostro.”

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