Muntà di ratt e “monumentite”, Alberto Esse:
“Il provvisorio diventa definitivo”

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muntaAlberto Esse ritorna sul caso Muntà: la collocazione in cima alla scalinata – nel maggio scorso – della scultura opera di Beppe Tirelli, in omaggio ai volontari antifascisti piacentini che combatterono nella guerra civile spagnola; iniziativa proposta dall’Associazione Kairos, con Anpi, Isrec e Museo della Resistenza ed il patrocinio del Comune. “Come volevasi dimostrare l’assessore Cisini ha preso in giro i cittadini – scrive l’operatore culturale piacentino in una nota –  Sono passati quasi 5 mesi da quando con un colpo di mano l’amministrazione pubblica, nella figura principalmente dell’assessore ai lavori pubblici, in collaborazione con un artista ed una associazione locale ha piazzato il monumento del “torello” in mezzo alla veduta della “muntà di ratt”. Come si ricorda sono sorte alcune polemiche e c’è stata anche una presa di posizione di oltre 20 esponenti pubblici del mondo dell’arte e della cultura e della società civile. Di fronte a queste polemiche il Sindaco di Piacenza aveva dichiarato non solo in un incontro con il sottoscritto e con l’arch. Lavelli ma anche pubblicamente sia che l’iter amministrativo adottato era sbagliato sia che la collocazione era del tutto provvisoria. Inoltre ricordo che anche l’Assessore Cisini dichiarò che si trattava di una collocazione provvisoria e momentanea e che, sentita la cittadinanza in un percorso partecipativo, dopo un mese e mezzo/due si sarebbe proceduto alla ricollocazione definitiva. Sono passati un mese, due mesi, tre mesi, quattro mesi e quasi cinque mesi e del percorso partecipativo non si ha notizia mentre il “monumento”, come già si sapeva, è rimasto nella sua collocazione provvisoria. Del resto in Italia non c’è nulla di più definitivo del provvisorio”.
“Questo però non è un bene – prosegue Alberto Esse – innanzitutto perché ne va del rispetto dei cittadini e della credibilità dell’amministrazione ma soprattutto perché, come al solito, vengono premiati i furbetti. Viene premiato il comportamento amministrativo di un assessore, per quanto riguarda il caso specifico, universalmente giudicato inaccettabile come metodo e sottolineo come metodo. E viene giustificato con il silenzio assenso anche il metodo assurdo secondo cui se dei privati vogliono mettere nella città un monumento nella collocazione da loro decisa e un artista lo “regala”, l’Amministrazione Comunale ratifica il tutto. Viene premiata l’arrogante mancanza di rispetto delle regole da parte di molti, e la miopia della Sovrintendenza che non si era accorta di torello e gazebo alla muntà. Proprio in questi giorni questo metodo deteriore è stato di nuovo riproposto dall’Assessore Piroli a proposito del minacciato monumento al gatto che ora, per fortuna, ricorrendo a più mici consigli si è trasformato nella proposta di una piccola e accettabile targa. Ora è chiaro che il monumento alla muntà di ratt ed il gazebo non verranno mai rimossi e cinicamente si potrebbe dire “eh va be’, con tutti gli sfregi alla città questo piccolo sfregio in più cosa volete mai che sia”. Rimane il fatto grave che in questo modo si avvallano comportamenti eticamente scorretti oltre ad una insana monumentite.
“Po’ fi un po’ ma vurì” come ormai spesso mi viene da dire in modo sconsolato ma non rassegnato!”

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