“A Piacenza – scrive il sito del Comune – la conoscono tutti: è la famosa scalinata che collega la sopraelevata via Mazzini alla più bassa via San Bartolomeo”, più nota come Muntà di Ratt (in alcune grafie c’è una “t” sola). La polemica sul dehor montato dal vivace locale – “La Muntà” – che vi si affaccia, lanciata dal quotidiano locale, si è rapidamente estesa ai social network, e anche sul profilo Facebook di Vivi Piacenza (https://www.facebook.com/vivi.piacenza.7?hc_location=timeline) i pareri dei piacentini – divisi tra favorevoli e contrari – continuano ad aggiungersi e a contrapporsi: al momento prevalgono i favorevoli al dehor, anche se tra essi più di qualcuno lo avrebbe preferito differente nello stile o semplicemente nel colore (vedi la proposta in rosso della foto, inviata da Andrea Langhi).
A leggere i commenti si può analizzare il problema da diverse angolature, e i toni sono gustosamente accesi: ve ne proponiamo solo qualche assaggio.
Quasi mistica Paola (“Tenere e pregare che duri”), lapidaria Anna (“Ma la Munta di Ratt dov’è andata a finire? Che squallore”), severo Gugliemo (“E’ terrificante: andrebbe fatto molto meglio, più intonato. E poi quelle sedie colorate sono orribili”), pragmatica Paola (“Meglio gli ombrelloni perché non nascondono la vista della scalinata e soprattutto si possono levare con comodità nella brutta stagione”), sociologico Andrea (“Fatico a credere che i piacentini riescano a piantare grane ogni volta che qualcuno FA qualcosa, qualsiasi cosa che valorizzi questa benedetta città. Fatico a credere che si possa preferire una scalinata vuota a una scalinata viva, animata”), provocatorio Nereo (“Prima di questo sarebbero ben altre le cose da correggere… Tipo? Il palco di acciaio quasi permanente in Piazza Cavalli”), amarcord Bruna (“Lavoravo alla Muntà verso la fine degli anni ottanta: francamente la copertura trovo che non sia adatta, si poteva sicuramente fare di meglio”), filosofico Massimo (“Le cose devono essere usate…è la loro funzione nativa. Rinchiuderle vuol dire privarle della loro funzione: come i divani del Salone del mobile con il cartello Vietato sedersi”), propositivo Franz (“Si dovrebbe domani decidere di fare un regolamento per il centro storico entro 3 mesi, coinvolgendo professionisti ed esercenti. punto: poi lo si fa rispettare”) e pungente con chi ha lanciato il dibattito Paolo (“Ma mettere una foto del dehor no?”): ce n’è davvero per tutti i gusti.
E il dibattito continua.




