Riceviamo e volentieri pubblichiamo alcune riflessioni, in tema di società e lavoro nel mezzo della drammatica crisi che stiamo vivendo, di Umberto Morelli presidente di MCL Piacenza
Il covid -19 rappresenta un evento inedito per il mondo, per lo sviluppo cruento nei suoi effetti ma soprattutto per l’essersi manifestato come ostacolo fuori dagli schemi, a cui tutti eravamo mentalmente impreparati. In un occidente in cui sembrava inevitabilmente globalizzato dal primeggiare dell’economia e della finanza su qualsiasi altro valore , ancora una volta, il lavoro si riappropria del significato e del suo ruolo primario.

Il lavoro come chiave essenziale di tutta la questione sociale, che condiziona lo sviluppo non solo economico, ma anche culturale e morale delle persone, della famiglia, della società, e dell’intero genere umano , abbandonando quella sensazione di sentirsi insoddisfatti , nella ricerca continua di vedere appagato il desiderio di possesso , immersi in una connessione sociale interrotta e priva di condivisione e di sentimenti . Questo virus è calato su di noi in modo inesorabile e inatteso , obbligandoci a rivedere i nostri parametri ed abitudin , come persone e come lavoratori , sviluppando in questi e nei datori di lavoro , una maggior consapevolezza dell’importanza dei dispositivi di protezione individuale per la salute e la sicurezza dei lavoratori ; incentivando , quasi imponendo , forme di lavoro agile , indispensabile oggi per il contenimento del virus , ma dal quale viene a mancare quella componente relazionale che è centrale nel lavoro .
Tutte le forme del lavoro sono colpite.
I lavoratori , ritrovatisi quasi da un giorno all’altro con le aziende chiuse in forza dei noti provvedimenti governativi e che potranno beneficiare di strumento al reddito per almeno due mesi .
I lavoratori subordinati con contratti di lavoro di fatto precari e comunque meno tutelati , quali i lavoratori stagionali ,a chiamata , del turismo , dello sport , del settore dello spettacolo , dove il sistema lavoro fa emergere tutta la fragilità di una contrattualistica del lavoro frastagliata , disomogenea , frutto di interventi legislativi caotici e disarticolati . Ma anche il mondo del lavoro autonomo , dei professionisti , di collaboratori , degli artigiani , dei commercianti , delle piccole attività , che saranno le più colpite , dove questa crisi avrà un incidenza drammatica e molti saranno a rischio di chiusura . Per tutte queste categorie di lavoratori è stato previsto un intervento una tantum di 600 euro , a domanda e fino a concorrenza della disponibilità di fondi , nascondendo di fatto quello che si può definire un click-day . Emblematica la giornata del 1 aprile , data di apertura della procedura online per inoltrare la richiesta , dove un guazzabuglio telematico ha dimostrato la vulnerabilità di questo sistema welfare statale e l’affannosa corsa di questa categoria di lavoratori all’accaparramento di una piccola somma elargita dallo stato per il mese di marzo . Alla luce di queste considerazioni , e in questa fase di emergenza , in cui le persone faticano orientarsi , le associazioni del terzo settore riaffermano la loro dimensione sociale .Stanno fornendo anche in questo momento , assistenza ai cittadini che, in situazione di difficoltà , hanno urgente bisogno di aiuti primari e di indicazioni , accorrendo in supporto alle stesse istituzioni e, a volte agendo quando la loro macchina si inceppa come il movimento cristiano lavoratori attraverso gli sportelli caf e del patronato sias .
Questa crisi , cosi dolorosa e tragica , non potrà passare senza che se ne traggono degli insegnamenti : quando tutto sarà finito deve diventare un opportunità non solo per rafforzare il sistema sanitario pubblico , ma altresì quello del lavoro e del welfare, con intelligenza e lungimiranza , affinché gli slogan e gli hasthag , che stanno alimentando la speranza di chi è costretto a stare forzatamente a casa, non rimangono esclamazioni vuote, ma divengono veramente un segno tangibile di impegno verso il miglioramento .
L’elemento da cui ripartire sarà di certo da una parte , la consapevolezza che davano per scontate molte delle libertà e delle comodità in cui siamo costretti a rinunciare e, dall’altra , che la condizione umana , al di là della sua dimensione materiale , è uguale per tutti .




