Moneta complementare,
idea in più contro la crisi

0

“La moneta complementare può essere una buona risposta contro la crisi”. E’ il parere di Vittorio Silva, uno dei due amministratori – insieme ad Alex Dovani – del gruppo Facebook “Moneta complementare a Piacenza”, nato con l’intento di aprire una discussione “per approfondire le caratteristiche della moneta complementare (a cominciare dalla sua migliore realizzazione, la svizzera Wir) e verificare la possibilità di testarla anche sul territorio piacentino”.
“Ci piacerebbe – spiega Silva – strutturarci come associazione e aprire il dibattito a Piacenza, evitando qualsiasi connotazione partitica e partendo da contributi accademici come quelli dei massimi esperti italiani della materia, i due docenti della Bocconi Massimo Amato e Luca Fantacci che hanno scritto vari testi sul tema”.

Cos’è la moneta complementare

Il più celebre esempio, tra i tanti nel mondo, è in Svizzera. Alla crisi di liquidità seguita alla Grande depressione, nel 1934 un gruppo di imprenditori locali fondò un circuito basato su una moneta alternativa, il Wir. Ancora oggi, le piccole e medie imprese partecipanti al circuito accettano come pagamento questa moneta, che ha un tasso di 1 a 1 con la moneta legale (in Italia, l’euro) ma non la sostituisce (sarebbe illegale). Per fare un esempio: se nel circuito l’azienda A fornisce l’azienda B che fornisce la C la quale a sua volta fornisce la A, ciascuna di esse può  pagare in moneta complementare. In Svizzera il sistema si è fin dall’inizio strutturato come banca, a tutt’oggi ben funzionante, e il credito viene utilizzato come mezzo di pagamento e fatto circolare all’interno del circuito. Le ragioni della creazione del Wir  (come la limitata liquidità e la difficoltà di accesso al credito per piccole e medie imprese) si stanno ripetendo oggi in Italia.In Sardegna sta avendo successo il circuito di credito (con 500 aziende registrate, e centinaia in attesa) che permette di effettuare acquisti utilizzando come mezzo di pagamento la moneta complementare locale, il Sardex. Una vendita effettuata genera un credito in Sardex, con cui si potranno fare acquisti di ugual valore all’interno del circuito. Un acquisto, analogamente, genera un debito: per ripagarlo ci sono a disposizione 12 mesi per vendere i propri prodotti, sempre all’interno del circuito, altrimenti alla scadenza il passivo sarà saldato in euro a interessi zero (la valutazione del dovuto sarà fatta cosiderando che un credito sardex equivale a un euro) e i soldi saranno utilizzati per acquistare servizi o prodotti utili alle aziende che in quel momento hanno il conto in attivo.
La differenza con il baratto è nel fatto che, ad esempio, un macellaio non può avere un computer solo scambiando la sua merce, ma può comprarlo ed estinguere il debito cedendo la sua carne non solo al venditore del pc, ma a tutti gli iscritti.

Da Parma una scossa anche per Piacenza?

In Italia esistono diversi progetti attivi, alcuni dei quali confluiti nel sistema nazionale Arcipelago Scec a cui guarda la vicina Parma, da dove potrebbe partire la scossa anche per Piacenza. L’amministrazione grillina guidata dal neo sindaco Pizzarotti pensa infatti di aprire un confronto con le associazioni di categoria per valutare il lancio della “moneta locale” Scec (acronimo di “solidarietà che cammina”).
Come funziona? Lo Scec viene distribuito gratuitamente ad iscritti (negozianti e prestatori di servizi) e famiglie.
I primi dichiarano la quota che si ha intenzione di accettare in Scec come pagamento: se per esempio un negoziante accetta il 20%, a chi effettua una spesa di 10 euro viene riconosciuto alla cassa un abbuono sul prezzo di 2 euro, per cui si pagano 8 euro (come da scontrino) e 2 buoni Scec, che il negoziante può a sua volta riutilizzare per le proprie necessità all’interno del circuito locale o nazionale.
Il presupposto del funzionamento di questo meccanismo è che la rete di aderenti sia piuttosto ampia, il vantaggio è che il sistema tende a favorire la piccola e media impresa locale, con positive ricadute sulla creazione di buoni posti di lavoro sul territorio.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.