Mistero del Klimt: e se non fosse vero? I dubbi di Stefano Iori

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Prosegue il mistero del Klimt ritrovato il 10 dicembre 2019 in un’intercapedine nel giardino della Galleria Ricci Oddi, questa volta a parlare è Stefano Iori, titolare della galleria d’arte “Casa d’Aste Piacenza”.

Appassionato d’arte e soprattutto del maestro viennese, Iori, in un’intervista al quotidiano “libertà”, ha espresso chiaramente i suoi dubbi sull’originalità del dipinto, di cui lui stesso possiede una copia praticamente identica. A seminare il dubbio nel titolare della Casa d’Aste sono dei particolari di cui si è accorto guardando attentamente le foto che circolano un po’ ovunque del ritrovamento; non ha avuto la possibilità di vedere il quadro dal vivo, ammette, ma tanto è bastato per rendersi conto che la tela è troppo chiara e i chiodi troppo poco ossidati per appartenere a un’opera risalente al 1917. Tesi sostenuta anche da altri, come il critico Massimo Mattioli che si è espresso su “Artslife”.

Mentre i tre consulenti nominati dalla Procura proseguono le loro verifiche, Iori sostiene che sarebbe sufficiente fare una radiografia a “Ritratto di Signora” per verificare la presenza “sotto pelle” di “Ritratto di Signorina” mentre un’esame al Carbonio 14 eseguito su un frammento di colore potrebbe facilmente indicare l’epoca a cui risale effettivamente il dipinto.

Dopo la prima iniziale sicurezza con cui tutti hanno accolto il ritrovamento, iniziano quindi a farsi sempre più forti i dubbi sulla sua autenticità ma, fortunatamente, mancano ormai poche settimane al verdetto definitivo degli esperti.

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