Mio Post – Sviluppo sostenibile, sfida per il sindaco

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di Ludovico Antiochia – Sviluppo sostenibile. Una vera contraddizione in termini, quando penso alla mia città: vi arrivano queste due importanti autostrade e il traffico, anno dopo anno è sempre più intenso, ma nessuno sembra fare davvero caso ai veleni che escono dai tubi di scappamento di auto e TIR. I sindaci del capoluogo, uno dopo l’altro, quasi sembrano ignorare gas e polveri sottili, se si esclude qualche ordinanza che vieta, peraltro, solo il traffico locale. Davvero non si può fare nulla ? Perchè, se i tracciati non possono essere modificati, almeno non si fa quanto è possibile per ridurre l’impatto sulla salute dei piacentini ? E poi non è solo un problema locale: le zone adiacenti alle arterie ad alto scorrimento sono coltivate come se nulla fosse, ma io mi domando cosa succede a chi si alimenta con quel frumento… Sarà mai possibile che il nuovo Primo cittadino tuteli più decisamente la salute pubblica di questa piccola capitale della logistica, ormai mezzo asfissiata ? L’Università Cattolica, con la sua facoltà d’agraria potrebbe contribuire al bene pubblico indicando le culture più adatte per catturare il particolato e ossigenare l’aria. Con l’adozione di zone di rispetto veramente difensive ci sarebbero dei risultati. E poi, se proprio le idee non vengono, ci sono i pannelli fotovoltaici: invece di sacrificare i migliori terreni della nostra pianura, anche vicino alla città, si installino i pannelli fotovoltaici in prossimità delle autostrade (esitono anche quelli opachi adatti addirittura per essere posizionati a lato delle piste di atterraggio). Permettiamo a chi vuole investire in tecnologia di investire anche sulla terra altrui pretendendo, in cambio, parchi urbani dentro e attorno al centro abitato. Il comune chiarisca le priorità e, in un quadro di riferimento chiaro, si favoriscano gli affitti e i cambiamenti. Ricordiamoci che le condizioni meterologiche peggiorano la situazione, non è lecito dimenticarsi del problema, solo perchè è estate. Non sarà il semplice monitoraggio della mala aria, pur oggi divenuto attento e preciso, a salvare i nostri polmoni.

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