di Giuseppe Davoli (regista Vivasworld 2009) – Ho avuto notizia dai giornali della “causa” che il Comune di Ferriere avrebbe fatto a Carlo Devoti in merito all’imbrattamento (sic!) dei muri dell’ostello di Casa Montagna dove, per dieci anni si è svolto il Festival dei giovani. L’imbrattamento consisterebbe nei mosaici, murales, pitture realizzate nel corso degli anni dai giovani artisti di scuole europee che, in questo modo lasciavano traccia del proprio contributo al Festival dei giovani.
Chi è venuto a Ferriere (a chi non è ancora andato invito ad andare a vedere) ha potuto ammirare come queste autentiche “opere artistiche”, realizzate gratuitamente e dislocate in ogni dove nell’Ostello e nella parrocchia di Ferriere, hanno trasformato una grigia costruzione dalle dimensioni esagerate a museo d’arte i cui messaggi, ispirati alla pace e alla solidarietà fra i popoli, accolgono i visitatori che restavano a bocca aperta. Ora il Comune ritiene che queste opere artistiche siano un “danno” e che vadano coperte: costo dell’operazione 25.000 euro. Sembra di essere su “Scherzi a parte”. Ma invece non è così.
A volte la realtà supera la fantasia. C’è un film francese Chocolat che può evocare quanto sta accadendo a Ferriere. E’ la storia di una pasticciera vagabonda che arriva in un paesello sperduto della montagna e apre una pasticceria dove offre cioccolatini dal potere straordinario. Il paesino conduce una vita assai monotona e grigia ed é “controllata” dal sindaco-padrone che decide e supervisiona ogni singolo dettaglio della vita della piccola comunità, compresa quella di correggere l’omelia del giovane parroco. Agli eletti-padroni non va proprio giù che qualcuno abbia riflettori puntati in una direzione che non sia quella della piazza comunale.
Nel 2009 sono stato due mesi a Ferriere e ho visto decine di gruppi internazionali di altissimo livello esibirsi a Ferriere e in un itinerante vagabondaggio nelle piazze del territorio piacentino, distribuendo non cioccolatini ma infusi che hanno fatto gustare alla nostra gente come la diversità sia inebriante. Ho visto arrivare a Ferriere ambasciatori dell’Estremo Oriente, consoli russi, delegati di ministeri della cultura dell’Est Europeo.. tutti fans di Devoti e dell’originale esperienza da lui proposta. Ma non ho mai visto i politici di Ferriere né i politici di Piacenza e della Provincia, sebbene abbia calorosamente invitato l’assessore delle politiche giovanili del Comune Piacenza, mio amico d’un tempo, a cogliere l’occasione per avviare un dialogo con questi Paesi di straordinario peso strategico. Nessuno ha saputo (o voluto?) cogliere questa occasione…
Ho prodotto una diretta televisiva europea del Festival a piazza Cavalli nell’agosto del 2009, richiesta e diffusa tra l’altro, sul primo canale in Bulgaria per due ore. No, il Festival dei giovani di Carlo Devoti non è mai stato “compreso” né valorizzato, né accolto… come sarebbe stato auspicabile che lo fosse nel nostro territorio.
Un giorno del 2009 ho avuto l’opportunità casuale di scambiare due battute con l’allora sindaco di Ferriere, il senatore Agogliati. Gli dissi “Ferriere ha una gallina dalle uova d’oro… Ferriere potrebbe diventare, con il deciso supporto del Comune, la variante nello spettacolo di quello che Giffoni nel Film festival dei ragazzi» (Giffoni è un piccolo paese del Salernitano divenuto oggi capitale del mondo del cinema per ragazzi).
Oggi la gallina d’oro non c’è più e non solo.. occorre far sparire ogni traccia del ricordo. Eh sì! Esistono eccome i sindaci-padroni nei piccoli Comuni italiani. C’è, in questa operazione nei confronti di Devoti, qualcosa che rivela essere insiegabile. Sappiamo, sappiamo… come avvocati astuti e giudici che interpretano le leggi nel rispetto delle virgolette, possano arrivare a chiedere la distruzione delle opere d’arte di Casa Montagna… Sarebbe auspicabile però prima di passare alle azioni legali, consultare il parere della popolazione di Ferriere (almeno). Per questo sarei dell’idea di promuovere un referendum a Ferriere tra la popolazione residente perché sia il popolo a decidere se queste opere artistiche debbano essere distrutte o meno (attenzione poi a non mangiarsi le mani un giorno quando, fra quelle opere distrutte, ci potrebbe essere stata la firma di un artista diventato nel frattempo uno di fama mondiale!).




