di “Comitato contro la realizzazione di impianti a biomasse a Borgotrebbia” – In riferimento all’intervento “Biogas, più che di inquinamento è il caso di parlare di caccia alle streghe” , vorremmo rispondere a quanto dichiarato riguardo l’utilità teorica e tecnica degli impianti a biogas. Sono stati illustrati alcuni aspetti secondo noi discutibili, ma vorremmo completare il vuoto colpevolmente lasciato per chiudere il discorso impianto biogas a Borgotrebbia. Infatti è un peccato non venga analizzata l’ubicazione dell’impianto autorizzato all’interno del Parco del Trebbia, nella zona chiamata dei “fontanacci”. In quest’area fonti sorgive emergono dal sottosuolo al superamento di un certo livello delle acque del fiume Po, producendone il completo allagamento a grave danno della sicurezza dell’impianto. Non viene tenuto conto che gran parte della filiera produttiva necessaria all’approvvigionamento dell’impianto stesso (almeno l’80% ) si trova a parecchi Km di distanza, costringendo i mezzi di trasporto ad un notevole dispendio di combustibili e producendo inquinamento atmosferico. Non è resa certa la procedura di smaltimento del prodotto digestato. Forse se si avesse una conoscenza approfondita del territorio si potrebbero trarre conclusioni ben diverse, non difendendo a prescindere l’interesse privato del gestore dell’impianto e la produzione energetica se risulta frutto di uno spreco di combustibili per il trasporto dei prodotti non provenienti da zone limitrofe. Dall’osservanza del territorio ci preme fare inoltre notare nelle immediate vicinanze la presenza di : 2 discariche, il passaggio autostradale e ferroviario, diversi ripetitori telefonici, la centrale termoelettrica dell’Enel, il termovalorizzatore di Borgoforte, il traffico di veicoli pesanti della ditta Paver. Tutto questo ci sembra indicare più la presenza di una zona industriale e densa fonte di inquinamento, piuttosto che quello che ai piacentini piace indicare come la zona “Parco del Trebbia”, area ricreativa dove poter respirare aria buona. Bisogna quindi ragionare assieme per fare chiarezza su quello che è utile e necessario fare a fronte di carenze energetiche, ma anche e soprattutto identificare i luoghi adeguati alla realizzazione ed eventuale futuro sviluppo di tali centri di produzione.
Riteniamo opportuno rammentare al Presidente di Confagricoltura Piacenza che l’Italia è sottoposta a procedura d’infrazione per mancato adempimento (non conformità della legislazione nazionale al diritto dell’UE).
Il “COMITATO CONTRO LA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI A BIOMASSE A BORGOTREBBIA”




