Se la crisi della rappresentanza dei corpi intermedi propone un ineludibile passaggio attraverso l’immaginazione di nuovi modelli di rappresentazione, Confcooperative, Legacoop e Agci (Associazione generale cooperative italiane) un nuovo approccio lo hanno individuato nella realizzazione di un coordinamento, Alleanza delle Cooperative Italiane, per una rappresentanza unitaria, prima a livello nazionale, qualche giorno fa anche a Piacenza.
Francesco Milza, presidente provinciale e regionale di Confcooperative, ne traccia il profilo: “La prima utilità consiste nel superamento degli steccati che ci dividevano a causa della diversa provenienza ideologica diventata anacronistica. Focalizzeremo meglio sullo sviluppo della missione del movimento cooperativo. Voglio ribadire che ci candidiamo insieme, e quindi con più autorevolezza, ad un ruolo da protagonista nella realizzazione di una società capace di esprimere un modello dove vi sia armonia tra lavoro, economia e benessere. Anche il rapporto con la politica sarà diverso, avanzeremo le nostre proposte, ci confronteremo con tutte le parti sociali alla ricerca di uno scambio utile allo sviluppo del territorio. Tutto dovrà svolgersi in condizioni di piena autonomia.
La perdita di fiducia nel futuro e nella capacità delle istituzioni pubbliche di operare scelte importanti sta ormai condizionando gravemente le scelte quotidiane di tutti noi. Se non siamo capaci di una forte reazione il declino è dietro l’angolo. Sono convinto che il modello cooperativo possa essere una delle strade da percorrere per arrivare ad innescare un nuovo sviluppo: sostenibile sia dal punto di vista sociale che ambientale, legato a prospettive di lunga durata e che quindi apra opportunità alle giovani generazioni.”
Veniamo al territorio, la disponibilità delle aree militari sarà un’opportunità o un problema. Cosa ne pensa?
“E’ chiaro che a questo punto occorre un nuovo progetto di città condividendone in prima battuta la vocazione. Penso però sarebbe più utile allargare l’obbiettivo e pensare alla riorganizzazione di tutto il territorio declinato nelle sue specificità che andrebbero integrate in un unico progetto. Occorre imparare dal passato cercando di non ripetere gli stessi errori. Non ripetiamo l’esperienza del Polo Logistico dove è mancata una visione di insieme. L’assessore Timpano si sta impegnando moltissimo per rimediarvi ma non sempre i risultati sono quelli sperati.
Recentemente Vittore Beretta ospite di Confindustria ha convenuto come Piacenza abbia grandi opportunità di innescare un nuovo sviluppo che può basarsi sulla qualità delle produzioni e sull’efficienza dei servizi, vedi piattaforma logistica. Dovrebbe poter disporre però di una chiara ed efficace politica di marketing territoriale che purtroppo ancora non si vede”.
La partecipazione a Expo 2015 potrebbe essere l’occasione per metterla a punto …
“Nutro perplessità su come si sta affrontando l’impegno, temo che le risorse impegnate non arrechino alcun beneficio in termini di ricadute strutturali sul nostro territorio. La bilancia degli investimenti avrebbe dovuto favorire il territorio piuttosto che l’evento milanese. Inoltre, sempre nell’ottica della continuità dell’impegno, sarebbe stato opportuno un maggior coinvolgimento di Piacenza Expo, struttura già vocata a sviluppare e gestire progetti di marketing territoriale”.
Si potrebbe dire che il rischio è che, come si diceva una volta, sia la Parrocchia di Santa Maria in Gariverto a fare del bene al Duomo ….




