Migranti, identità e desiderio di integrazione: dialogo con la comunità cattolica piacentina

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 Desiderano integrarsi sempre di più nella comunità e, soprattutto, non essere percepiti come stranieri. È questa la richiesta condivisa dai migranti cattolici durante l’incontro con il vescovo Adriano Cevolotto, avvenuto il 12 gennaio nella Casa Madre dei Missionari Scalabriniani. La riunione, introdotta da padre Salvatore Mazzitelli e dal diacono Giuseppe Chiodareli, ha visto padre Mario Toffari presentare dati sugli stranieri a Piacenza e in Italia, seguita dalla proiezione di un video con testimonianze e domande rivolte al vescovo. Durante l’incontro, Cevolotto ha invitato a riflettere su come collaborare per affrontare le sfide del presente.

Storie di Vita e Sfide Quotidiane

Al vescovo sono state raccontate storie di migranti di diverse etnie: sudamericani (soprattutto da Ecuador e Perù), asiatici (Sri Lanka, India e Filippine) e africani (Senegal). Tra queste, quella di un pensionato che ha svolto vari lavori a Piacenza e ora percepisce la pensione minima, o di una donna costretta a lasciare la figlia piccola ai nonni nel Paese d’origine per anni, affrontando poi difficoltà emotive nel ricongiungimento. Qualcuno ha raccontato di difficoltà estreme, come passare una notte di Natale in una cabina telefonica per ripararsi dal freddo.

I migranti hanno inoltre espresso il desiderio di mantenere vive le loro radici culturali, chiedendo allo stesso tempo di poterle condividere con la comunità in cui vivono. Non vogliono essere solo integrati passivamente, ma anche portare un arricchimento culturale reciproco. Hanno anche chiesto che la Chiesa si attivi per affrontare le loro necessità più urgenti, come trovare casa e lavoro.

IL VESCOVO DI PIACENZA ADRIANO CEVOLOTTO

Tra le seconde generazioni, sono emersi gli esempi di alcuni giovani camerunensi e indiani che si distinguono per il loro successo negli studi e nella professione. Hanno richiesto al vescovo uno spazio per studiare la sera, dato che le biblioteche chiudono troppo presto. Il vescovo ha accolto queste esigenze, in più ha proposto di istituire delle borse di studio per sostenere l’accesso all’istruzione superiore. Ha poi sottolineato l’importanza della reciprocità, definendo l’incontro con i migranti uno scambio di culture e un dono reciproco.

 Reciprocità e Arricchimento Culturale

«Ognuno è dono per l’altro e se non c’è reciprocità ci si impoverisce tutti», ha detto, riprendendo l’immagine di due fiumi brasiliani, Rio Negro e Rio Solimões: «A Manaus si forma il Rio delle Amazzoni. Per 6 chilometri, le acque scure del Rio Negro scorrono fianco a fianco con quelle gialle e calde del Rio Solimões senza mescolarsi. Uno è nero, lo dice il nome, a causa delle alghe, e l’altro è marrone, sporco di terra. Non solo hanno colori diversi, ma anche temperature diverse. Eppure, a un certo punto, le due correnti si incontrano e si mescolano, formando un unico grande fiume. È un’immagine bellissima per dire cosa può accadere quando ci si incontra: inizialmente ci si affianca, forse con un po’ di sospetto, ma poi si scopre di essere parte dello stesso grande corso d’acqua».

Proseguendo, il vescovo ha messo in luce come l’identità non sia una realtà statica, ma sia in costante evoluzione. Ha invitato ad abbracciare il cambiamento come opportunità di crescita: «Accogliere e integrare i migranti arricchisce la società. Attraverso il dialogo e l’inclusione possiamo costruire ponti tra culture diverse». Ha sottolineato che la Chiesa deve essere attenta alle necessità di tutti, senza distinzioni di origine, e lavorare insieme per creare un futuro comune. «La presenza dei migranti sta contribuendo a costruire il volto della Chiesa locale, offrendo una visione più ampia e arricchita della comunità», ha detto, evidenziando l’importanza di condividere tradizioni, lingue e culture. Il cambiamento in atto, sia nel mondo che nella Chiesa, richiede un approccio aperto e inclusivo alla diversità culturale e religiosa.

In provincia di Piacenza, al 1° gennaio 2024, la popolazione straniera residente è di 42.487 persone, pari al 15% della popolazione totale. La maggior parte è giovane: il 91,1% ha meno di 60 anni, il 46,85% tra i 20 e i 40 anni, e il 23,97% sotto i 20 anni. Secondo padre Mario Toffari, sono necessari progetti di integrazione rivolti ai giovani. Piacenza è al secondo posto in Italia per presenza scolastica di studenti immigrati (21,27%), superata solo da Prato (26,66%) e seguita da Parma (20,23%).

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