
MERCALLI: “NO AL CONSUMO DI NUOVO SUOLO PER COSTRUIRE L’OSPEDALE DI PIACENZA”
“La scelta di costruire il nuovo ospedale su un terreno agricolo è assolutamente scellerata”. Non usa mezze misure il noto meteorologo e climatologo Luca Mercalli nel definire la scelta che Piacenza sta facendo di costruire il polo ospedaliero alla Farnesiana, uscendo dalla città lungo la provinciale per Carpaneto.
E infatti Luca Mercalli, noto anche per la sua partecipazione al programma “Che tempo che fa”- dove sfoggia il suo immancabile papillon – ha presentato un’osservazione alla variante urbanistica relativa al nuovo ospedale. Osservazione in cui mette in luce diverse criticità che anticipa sulle pagine del quotidiano Libertà. Mercalli infatti è presidente della Società meteorologica italiana, antica associazione scientifica nata nel 1865, e uno degli osservatori scientifici custoditi è proprio all’ Alberoni di Piacenza.
Oltre a questo Luca Mercalli ha anche altri due ruoli attinenti: è consigliere scientifico dell’ Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che ha un’unità specifica sul consumo del suolo e ogni anno elabora un rapporto sul consumo del suolo in Italia, che è sempre pessimo. Infine il noto climatologo torinese è consulente a Bruxelles proprio sul consumo del suolo, tema che la presidente della Commissione europea Von der Leyen vuole rilanciare ripartendo con il Green Deal.
L’area della Farnesiana è stata però considerata dal Consiglio comunale come la più idonea fra le cinque proposte.
Ma secondo Mercalli vanno preferite altre alternative in quanto il suolo non è rinnovabile e, una volta edificato, è perso per sempre (indipendentemente da cosa vi si costruisce, se case o un ospedale). La pianura padana presenta uno dei suoli migliori al mondo per la coltivazione e una delle migliori combinazioni suolo – clima. Le aree riservate alla logistica rappresentano già un grosso sacrificio di terreno coltivabile. Questo modello di sfruttamento del suolo deve finire perché, con i cambiamenti climatici in corso, rischia di privarci della possibilità di contenere alluvioni e altri disastri naturali.
Come però evidenziato dalla colonne del quotidiano Libertà, la Regione Emilia Romagna, che pure sostiene indirizzi che vanno nella direzione di un divieto nella consumazione del suolo, finanzierà buona parte del costo del nuovo ospedale, coprendo 160 dei 184 milioni previsti. Questo rende la cosa ancora più inaccettabile agli occhi di Mercalli, che conosce il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, convinto sostenitore di politiche che portino ad uno stop nella consumazione del suolo.
Per tutte queste ragioni, secondo Luca Mercalli, è necessario valutare altre alternative e, soprattutto, non sacrificare nuovo terreno. I terreni alla Farnesiana sono infatti molto preziosi dal punto di vista agricolo e sono terreni collocati al di fuori dello spazio urbano; questo significherebbe espandere ancora il cancro della cementificazione e farlo arrivare in zone che non sono ancora state raggiunte.
In alternativa si potrebbe migliorare l’ospedale già esistente, che è degli anni ottanta e quindi non troppo vecchio.
Oppure edificare il nuovo ospedale in zona podere Cascine, zona urbana, collocata all’interno della tangenziale tra la Madonnina e la Farnesiana, e già edificabile. Questa zona però, come viene fatto notare allo stesso Luca Mercalli, è di proprietà dell’Opera Pia Alberoni, a cui fa capo l’osservatorio della stessa società meteorologica di Mercalli; in questo caso si potrebbe ravvisare un conflitto di interessi. Tuttavia il climatologo torinese assicura, dalle colonne del quotidiano Libertà, che la sua priorità è la difesa dell’interesse della collettività. Edificare su un terreno agricolo significa renderlo inutilizzabile per interi millenni. “E rendere edificabile un terreno adatto all’agricoltura significa compiere un’opera di speculazione” chiosa Mercalli.
Michela Bassi




