MCL Piacenza, il presidente uscente Morelli:”Qui sono maturato come uomo. Il movimento riparta dai circoli”

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Dopo 23 anni saluta Umberto Morelli, che rimane presidente del movimento a livello regionale. Le nuove elezioni entro la fine del 2023

“Entrai in Mcl che ancora portavo le bermuda. Oggi mi guardo indietro e ripenso ai tanti momenti passati qui, a tutte le persone incontrate e a quelle perse, in particolare nei giorni più duri della pandemia, e mi vengono i brividi e le lacrime agli occhi”. È inevitabilmente tempo di bilanci per Umberto Morelli, storico presidente di Mcl Piacenza (Movimento Cristiano Lavoratori), pronto, dopo 23 anni, a passare il testimone in vista delle imminenti elezioni, previste entro la fine del 2023.

“Mcl una grande famiglia” – “Non è facile dare un giudizio complessivo di questa esperienza – afferma Morelli, che resterà presidente del movimento a livello regionale, carica che ricopre da circa un anno e mezzo -, sono stati anni in cui sento di essere cresciuto molto come persona. L’essere sempre in discussione, infatti, credo ti porti a maturare prima rispetto al normale. Per me Mcl è come una grande famiglia: non sempre si va d’accordo su tutto, si discute, ma si è sempre pronti a fare comunione, a lavorare in sinergia, soprattutto nei momenti di difficoltà”.

Per Morelli l’ingresso nel movimento – fondato nel 1972 con la fusione del Movimento Cristiano dei Lavoratori Italiani (MoCLI), la Federazione Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani (FederACL) e alcune sezioni delle Libere ACLI, componente “scissionista” delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani – fu qualcosa di spontaneo e naturale. “In quegli anni era molto più facile coinvolgere i giovani al servizio del prossimo e della comunità. Di certo è qualcosa che è sempre stato nel mio Dna: così entrai in un circolo a Gragnano e iniziai un percorso personale, formativo, ma anche di azione concreta, in cui potei verificare coi miei occhi i risultati del mio impegno quotidiano. Sono stato prima delegato giovanile provinciale, poi vicepresidente e infine, per oltre vent’anni e ancora per pochi giorni, presidente provinciale”.

“Se c’è un problema, c’è sempre una soluzione” – Anni intensi, che Morelli racchiude nella massima di un “maestro” incontrato nel contesto del calcio dilettantistico di provincia. “Nella mia esperienza di direttore sportivo del Gragnano Calcio ebbi modo di conoscere Natalino Gottardo (ex giocatore professionista del Piacenza e allenatore, scomparso nel 2017, ndr), il quale era solito ripetere «Se c’è un problema c’è sempre anche una soluzione». Queste parole hanno segnato anche le mie tappe in Mcl, in cui ho potuto sperimentare come la vita sia fatta di difficoltà e come queste vadano affrontate nel giusto modo. Io l’ho fatto con le capacità che Dio mi ha dato, ma ovviamente mai da solo. Il lavoro del singolo non basta, la differenza si fa sempre col collettivo”.

“Nel 2023 abbiamo raddoppiato gli iscritti” – Collettivo che nell’ultimo anno a Piacenza è cresciuto e si è rafforzato significativamente. “Nel 2023 Mcl ha praticamente raddoppiato i suoi iscritti, da circa cinquecento siamo passati a quasi mille – informa Morelli -. Per questo c’è grande soddisfazione, ma anche un pizzico di rammarico perché forse si poteva fare ancora di più. Io in primis, in alcuni casi, non ho avuto il coraggio di prendere decisioni che avrebbero permesso al movimento di crescere. Ammetto che ho avuto paura di sbagliare e questo, ripensandoci ora, è sempre un errore: nella vita bisogna sempre osare, mai tirarsi indietro ed accontentarsi”.

Il presidente uscente di Mcl si riferisce in particolare allo sviluppo dei servizi e dei circoli in alcune zone della provincia, fuori dall’ambito diocesano. “C’è rammarico – l’autocritica di Morelli -, si poteva ottenere di più, puntare su nuove collaborazioni e aperture inedite”. L’impronta di Mcl nella società rimane però ben visibile. Nel territorio piacentino le azioni più dirette ai lavoratori sono i servizi di Caf, patronato, assistenza nella gestione delle pratiche amministrative per colf e badanti e, sempre più centrale, la formazione professionale. “CEFAL, il nostro ente di formazione, si è sviluppato parecchio. Sempre più attenzione è rivolta alle politiche attive del lavoro, quell’insieme di azioni di orientamento, accompagnamento e formazione che hanno la finalità di inserire o reinserire le persone nel mercato del lavoro. La partita più importante credo si giocherà in questo campo”.

“I giovani devono sentirsi importanti” – Un’altra sfida cruciale per il futuro è quella del coinvolgimento dei giovani. L’anno scorso, in occasione dei 50 anni di Mcl, fu il vescovo Adriano Cevolotto a lanciare l’allarme per “il progressivo invecchiamento della base sociale delle nostre associazioni”, auspicando “l’aiuto delle nuove generazioni” per trovare “strade di relazione, soluzioni comuni”. “Noi in questo ci abbiamo sempre creduto – afferma Morelli -, però bisogna ammettere che si fa fatica. Nei piccoli circoli di paese in realtà i giovani ci sono, ciò che è difficile è riuscire a portare questo impegno su una scala più ampia, a livello provinciale: forse stiamo sbagliando qualcosa nell’approccio o nelle proposte che facciamo, ma non ci arrendiamo. Nelle ultime settimane – prosegue – c’è stato un confronto, anche se molto in fase embrionale, con la pastorale giovanile della diocesi alla quale abbiamo proposto un percorso di collaborazione che si spera nei prossimi mesi possa trovare attuazioni concrete. Secondo noi, dopo l’esperienza di formazione, serve uno sbocco verso il mondo del lavoro e le sue problematiche. La ricetta è ancora tutta da definire: i giovani nelle parrocchie spesso si perdono, soprattutto in una certa fascia di età, per questo vogliamo provare a intercettarli e valorizzarne l’impegno nella dimensione di Mcl. Devono sentirsi importanti”.

“Vicini alla gente” – La palla ora passa a chi verrà. “Credo che andrà dato un ruolo sempre più centrale ai nostri circoli, non devono essere considerati corpi estranei – l’auspicio di Morelli -. Proprio per questo, nella stesura dei nuovi dirigenti del movimento, ho voluto inserire i rappresentanti del personale di servizi, perché sono loro che ogni giorno stanno sul territorio e si rapportano direttamente con le persone. Oggi, più che mai, il nostro motto deve essere «vicini alla gente»: anche a Piacenza ci sono tante situazioni di difficoltà che necessitano di testimonianze concrete. E poi ci vorrà il confronto con la comunità civile, la politica, ma soprattutto la comunità ecclesiale. Noi veniamo da lì, il nostro Dna è la dottrina sociale della chiesa”.

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