Massimiliano Gobbi guiderà il Pd di Piacenza: “Un partito radicato, unitario e vicino al territorio”

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Sarà Massimiliano Gobbi, 52 anni, ingegnere elettronico e segretario del circolo Pd di Castel San Giovanni dal 2022, il nuovo segretario provinciale del Partito Democratico di Piacenza. La sua è una candidatura unitaria e condivisa da tutte le anime del partito. La ratifica ufficiale è attesa per il prossimo 20 giugno, data dell’assemblea provinciale, a seguito delle elezioni di circolo in programma dal 15 maggio al 15 giugno.
Gobbi, volto nuovo della politica – non ha mai ricoperto cariche istituzionali – è stato presentato alla stampa il 14 maggio, nella sede del partito in via Roma. Nel suo primo discorso da segretario “in pectore”, ha espresso forte apprezzamento per il lavoro unitario svolto fino ad oggi: «Il Pd è quello che noi faremo. Il passato è un bagaglio, da cui tenere ciò che serve e lasciare il superfluo. Condividiamo ideali comuni, ma ognuno deve fare la propria parte, come accade in Emilia-Romagna, regione che dimostra come sia possibile coniugare innovazione, lavoro e sostenibilità».
Due i pilastri programmatici illustrati da Gobbi: un Pd radicato nei territori, con referenti locali e tematici per garantire un dialogo bidirezionale costante, e un partito aperto al civismo, in grado di valorizzare chi, pur non iscritto, condivide i valori fondamentali. «Il civismo – ha detto – non può prescindere dal Pd, ma va rispettato e coinvolto». Gobbi ha inoltre promesso un’attenzione concreta alla Conferenza delle donne democratiche e ai Giovani democratici, con un tour nei circoli per rafforzare la loro presenza capillare.
Un altro tema chiave sarà la sicurezza, da affrontare non in modo demagogico, ma legandola a rigenerazione urbana e sviluppo economico: «Non possiamo più lasciare il campo alla destra populista. Dobbiamo agire, con competenza». Sul piano ambientale, Gobbi propone un approccio pragmatico: «Serve essere ecologisti senza dogmi, mettendo sempre al centro il benessere del tessuto sociale».
Il segretario uscente Carlo Berra, che ha deciso di concludere anticipatamente il suo mandato (che sarebbe durato fino al 2026) per favorire un rinnovamento, ha parlato di un “voto bulgaro” in favore del candidato unitario. «Siamo entrati in una nuova fase politica e storica, anche a livello globale. Servono forze nuove, competenti, vicine al territorio. Gobbi incarna perfettamente questo spirito».
Berra ha ricordato il percorso che ha portato alla candidatura unitaria: «Abbiamo fatto una scelta in discontinuità rispetto al passato, dove spesso si fronteggiavano candidati contrapposti. Questa volta ha prevalso l’armonia». Anche Silvio Bisotti, ex assessore e già segretario provinciale, ha elogiato il metodo: «Abbiamo scelto un nome nuovo, frutto di un’unitarietà concreta, non di facciata. Gobbi rappresenta la sintesi tra energia, indipendenza e ascolto».
Beatrice Ghetti ha sottolineato la differenza rispetto ai predecessori: «Gobbi è un “nativo” del Pd, non è espressione di vecchie correnti. Ha una forte indipendenza e ha ottenuto il consenso tanto dalla città quanto dalla provincia. Il suo compito sarà anche quello di riconquistare i tanti comuni persi negli anni».
Dalla Conferenza delle donne democratiche, Nadia Maffini ha ricordato le sfide culturali legate ai diritti femminili, mentre Sara Isingrini, in rappresentanza dei Giovani Democratici, ha rivendicato il ruolo delle nuove generazioni nel rinnovamento del partito.
Il capogruppo in consiglio comunale, Andrea Fossati, ha ringraziato Berra per il lavoro fatto in questi anni.
Prima della convergenza su Massimiliano Gobbi, era emersa l’ipotesi di una candidatura dell’avvocato Boris Infantino, capogruppo di Piacenza Coraggiosa e vicino all’area di Elly Schlein. Un incontro
riservato con De Micheli, Tarasconi e il consigliere regionale Albasi aveva alimentato le voci su un suo possibile ruolo. La scelta unitaria su Gobbi ha però chiuso, almeno per ora, lo spazio a candidature alternative.
Sul fronte della segreteria cittadina, il nome più quotato è quello di Michela Cucchetti. Tuttavia, indiscrezioni parlano di un tentativo della corrente Gazzolo, ala più a sinistra del Pd, di sondare una possibile candidatura alternativa con Marco Bertoncini. Quest’ipotesi sembra però già superata, in virtù di un accordo interno che punta a garantire un equilibrio nell’esecutivo provinciale e una rappresentanza più ampia di tutte le sensibilità.

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