Mangiar bene a Piacenza, Tripadvisor spiazza tutti

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di Roberta Suzzani – In vetta c’è la Macelleria Callegari, versione carnivora dello storico spuntino post discoteca e/o pub firmato Bosoni. Subito dietro a mordergli la coda Lo Fai, e al terzo posto l’Osteria Santo Stefano, scalzata solo di recente dal suo primato di prima della classe. Appena giù dal podio niente meno che l’Antica Osteria del Teatro uno dei ristoranti più amati-odiati dagli autoctoni, decisamente molto più apprezzata dai forestieri.
Di cosa stiamo parlando? Ma della classifica più temuta dai ristoratori del mondo. Di quella che fa tremare i polsi ai migliori chef. Di quella a cui guardano con fiducia e ammirazione centinaia se non migliaia di affamati buon gustai. Di quella a portata di tutti in ogni momento della giornata, in ogni parte del mondo, davanti a ogni menu con un semplice “click”.
lo faiNo. Non è lo storico vademecum firmato Gambero Rosso. Non c’entrano neppure le stelle Michelin né le chiocciole di Slow Food. Di Cracco e Cannavacciuolo, qui neppure l’ombra.
A disegnare la mappa del mangiar bene made in Piacenza e dintorni è Tripadvisor. O meglio sono i piacentini  – ma non solo – che incoronano le fiorentine e le salamelle della macelleria dello Stradone Farnese come le migliori di città e provincia. Con 14 recensioni tutte a pollice alto il paradiso dei carnivori ha bagnato il naso ad avversari più blasonati e ha conquistato il cuore – ma forse sarebbe meglio parlare di stomaco – dei critici gastronomici della guida online. Primo su 219. Anche se, allargando la scelta a tutti i 612 ristorati e affini della provincia, il numero uno scivola al terzo posto, lasciando i gradini più alti al Divina Pub di Marsaglia e alla Vecchia Osteria del Cacciatore di Gazzola.
Scorrendo la classifica verso l’asino della classe le sorprese non mancano.
Con 244 recensioni La Pireina – alias Il Gnasso – si piazza al 18esimo posto dietro a ben due gelaterie: San Marco al settimo posto e la Boutique del Gelato al 13esimo. A chi obietta che mettere nella stessa classifica gelaterie e ristoranti è come mangiare cavoli a merenda, Tripadvisor risponde con il 44esimo posto della Pasticceria Dolce Letizia che, per chi non lo sapesse, è al civico 50 di via Boselli.  Cinquantaduesima posizione per Il Morino con sei recensioni di cui una entusiastica di un newyorkese doc che dopo lodi e complimenti si lagna dell’odore di cibo che a fine serata si è ritrovato sui vestiti.
Poco più giù, al 59esimo, si piazza il Tosello. C’è chi lo ama (per lo più i piacentini, ma non mancano bolognesi, cremonesi e a sorpresa un volterranno doc) e chi lo trova sopravvalutato. I milanesi sono i più impietosi e puntano il dito su lentezza, confusione e la mancanza di parcheggio nelle vicinanze (mah, sarà che io ci vado sempre a piedi). Il miglior giapponese in lista è Sushusi. Il pesce crudo “all’italiana” conquista il cuore dei piacentini, ma non solo. A tessere le lodi del ristorante a due passi dal Dolmen c’è Gemis H direttamente da Forlì, Silvia G di Brescia, il solito newyorkese che evidentemente si deve essere trasferito in Valpadana e Maurizio, che non trovando nulla da mettere sotto i denti in quel di Barcellona ha ben pensato di fare un salto nel Piacentino.
Cerchi un posto dove bere un buon bicchiere di vino in compagnia? La Bottiglieria del Duomo è quel posto. A due passi dal Duomo – appunto – per Manu6_12 è il luogo ideale per ristorarsi dopo un po’ di shopping grazie a gustosi stuzzichini e piatti del giorno.
E a lei si affiancano altri due avventori. Da Vittorio – definito “minima spesa, massima resa” – con le sue 64 recensioni si piazza appena dietro all’Osteria del Trentino (che di recensioni ne vanta 108) ma davanti al sofisticato Suggerimenti (94esimo posto con commenti che variano dall’artista in cucina a un poco lusinghiero “deludente”), allo storico Peppino e il ricercato Taverna del Gusto.
Nella classifica provinciale gli stellati di casa nostra non sfiorano neppure la top ten.
La Pala di Bilegno è la prima in lista e fa capolino solo al 20esimo posto seguita a ruota da Il Castellaccio  (senza stella, ma di altissima qualità). L’Antica Osteria del Teatro si piazza al 23 posto mentre “fanalino di coda” tra le eccellenze è Il nido del Picchio di Daniele Repetti (43 recensioni ) che non incontriamo prima della 123esima posizione.
Su e giù per la classifica, leggendo quella recensione e analizzando l’altra, però, una domanda sorge spontanea. Quanto sono affidabili questi giudizi?
Senza entrare nelle polemiche che qualche mese fa hanno monopolizzato gli utenti del portale di dritte turistiche, vogliamo affidarci al proverbio “fidarsi bene, non fidarsi è meglio”.  Non sempre i più alti in classifica sono i ristoranti in cui si mangia meglio o al miglior rapporto qualità e prezzo, né hanno al loro attivo il maggior numero di commenti.
Semplicemente hanno incassato più “eccellente” e “molto buono” rispetto agli “scarso” “pessimo” o “nella media”.
Mettere sul piatto della bilancia i 14 entusiasti della Macelleria Callegari con gli 83 della Pireina (a cui si devono aggiungere i 104 “molto buoni) e i 79 dell’Antica Osteria del Teatro è doveroso. Anche se, a onor del vero, non tutti possono vantare il “certificato di eccellenza” che viene assegnato alle attività che raggiungono un numero significativo di ottime recensioni sul portale. “La verità sta nel mezzo”, come diceva sempre mia nonna che tra l’altro faceva i migliori anolini del mondo.
Quasi quasi faccio una recensione anche io.

 

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