Il bilancio di giornata si liquida ormai in poche righe. La vittoria con il Colorno è stata l’ennesima conferma della manifesta superiorità della Lupa Piacenza. Tale da timbrare il tabellino con un netto 3-1 senza accelerare e senza incantare. Dimostrazione che le individualità, soprattutto così numerose nel collettivo, ma anche la preparazione atletica fanno sempre la differenza. A margine si possono fare anche alcune considerazioni tecniche: la prima e la più evidente è lo scarso utilizzo di Volpe. Troppo defilato, troppo sacrificato, eccessivamente emarginato per consentirgli di esprimere tutto il suo potenziale. Chiarendo e semplificando il concetto: in quella posizione e con quei compiti è difficile fare la differenza anche in Eccellenza. Ci riesce, ma per il suo eclettismo naturale, il solito Fumasoli, vero cuore pulsante della squadra di Viali che ha chiuso il girone d’andata a quota 40 punti e con sei lunghezze di margine sul resto del mondo. In proiezione si può azzardare un distacco più che raddoppiato al termine della passerella in questo campionato che avrà prodotto oltre alla promozione l’ormai ritrovato feeling con la tifoseria. Erano quasi 1.500 anche contro il Colorno in una domenica che invitava più al relax sotto il plaid. Il calore ritrovato sotto la tribuna del Garilli ha in realtà contribuito a mitigare i brividi procurati dall’inchiesta condotta dal team di Presa Diretta sul calcioscommesse. La trasmissione ha di nuovo aperto gli occhi sulle dimensioni di uno scandalo che il sistema insiste non vuole affrontare e vedere in tutta la sua gravità. Perché gravi sono le accuse rilanciate domenica. Riccardo Iacona ha acceso i riflettori su quei lati della vicenda ancora oscuri al grande pubblico. Perché passati inosservati o taciuti dagli organi di stampa nazionali, A Piacenza, invece, la ferita è ancora aperta. Brucia parecchio rivedere le immagini iconografiche del match di Bergamo con l’Atalanta e sentire le dichiarazioni con il sorriso di un Doni in gran forma, quasi incapace di smentire il suo ruolo di copertura a favore del club di Percassi, ma anche del dirigente dell’agenzia di scommesse internazionali che candidamente sottolinea come l’Albinoleffe sia ritenuta la culla del vizio. Difficile, insomma, archiviare il capitolo e girare pagina. Conforta il cammino di una Lupa che dal gradino più basso sta riconquistando la fiducia della piazza come se fosse davvero necessario fare tabula rasa e ripartire da zero. All’inferno, è vero, è più facile riaccendere la passione. A metà strada da una via d’uscita che in questi mesi imporrà serie riflessioni sul futuro, soprattutto se l’Atletico Pro Piacenza dovesse centrare un’insperata promozione in Lega Pro. Nel frattempo si riavvolge il nastro: domenica al Garilli c’è il Salsomaggiore: all’andata fu 0-0 e Viali, appena arrivato sulla panchina biancorossa, non fu risparmiato dalle critiche. Ma la scalata era appena iniziata.




