
Chi meglio di Lucia Pini, direttrice della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, può portare i visitatori alla scoperta del celebre museo piacentino? Inizia sabato 21 febbraio il ciclo di visite guidate tematiche condotte dalla direttrice della Galleria Ricci Oddi; i posti sono limitati, è obbligatoria la prenotazione (prenotazioni@riccioddi.it), per partecipare è sufficiente pagare il solo biglietto di ingresso (9€ intero, 5€ ridotto). Il primo appuntamento, sabato 21 febbraio alle 15,30, sarà dedicato ad Antonio Fontanesi e alle sue pitture di paesaggio tra “sperimentazione e sentimento”. Il secondo appuntamento si terrà sabato 26 febbraio alle 15.30 e sarà interamente dedicato alla scultura. “Ho cercato di essere “ecumenica” – afferma la direttrice Lucia Pini – includendo anche la scultura, molto ben rappresentata alla Ricci Oddi mettendo insieme un po’ di varietà dei temi e un equillibrio cronologico tra Otto e Novecento”. In epoca di pandemia però è necessario adottare scelte pragmatiche, “avrei tanto voluto dedicare un incontro alla Scapigliatura lombarda, esposta però in una saletta troppo piccola e non volevo affollare tante persone in un periodo di contingentamenti”. Decidere invece da quale tematica partire è stato semplice: “Fontanesi, è suo il nucelo più corposo di tutta la collezione”. La scultura più famosa di tutta la Galleria Ricci Oddi è sicuramente l’ ”Ecce puer”, realizzato in cera da Medardo Rosso: “è una delle opere più famose della Galleria ma ci sarà modo di vedere anche le alternative coeve, giocando sulle opposzioni”. La terza visita, sabato 5 marzo alle 15.30, sarà dedicata alle “atmosfere parigine fin de siècle” che si repiravano in via San Siro: “è un filone che appassiona il pubblico e che è molto ben rappresentato alla Ricci Oddi”. L’appuntamento che chiuderà la rassegna di incontri sarà dedicato ai grandi maestri del Novecento, da Umberto Boccioni a Carlo Carrà, da Felice Casorati a Felice Carena.
Per Antonio Fontanesi Giuseppe Ricci Oddi nutriva una speciale affinità: “fra grafica e dipinti la Galleria Ricci Oddi possiede un’ottantina di opere”. “Si tratta di un nucleo collezionistico di grande importanza” – afferma senza mezzi termini Lucia Pini. “La pittura di Fontanesi che rappresentava il paesaggio in sintonia con il sentimento e non è puramente descrittivo, era nelle corde di Ricci Oddi”, spiega Lucia Pini. Paesaggi intrisi si lirismo. È la stessa biografia di Antonio Fontanesi a essere intrigante: “tutte le volte che penso a Fontanesi che parte per il Giappone, quando solo da pochi anni si era aperto all’occidente, mi trovo a invidiarlo. Avrei voluto vedere il Giappone a quei tempi” – dichiara Lucia Pini. “Anche in Giappone sono state proposte iniziative per ricordare il celebre pittore. Come sarà stata la sua attività didattica condizionata dall’ostacolo della lingua? Come avrà lavorato? Disegnando o provando a trasmettere modelli e tecniche? Al di là di queste considerazioni, l’esperienza giapponese è significativa per spiegare l’inquietudine di Fontenesi. È sempre stato difficilmente classificabile: da un lato questo è stata la sua grandezza, dall’altro gli ha reso la vita difficile. Lasciare una posizione sicura all’Accademia di Torino per andare in Giappone è un chiaro segno della sua insoddisfazione”. Era un outsider e ne pagava il prezzo.




