Lucia Fontana: “Presto il raccordo ferroviario, poi la tangenziale di Castel San Giovanni”

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La sindaca Lucia Fontana è la prima a lasciare l’affollata conferenza stampa, appena terminata, per la presentazione di Cioccolandia 2023. Guadagna velocemente il poco spazio che la divide dal suo ufficio e mentre si avvicina, scusandosi, mi fa parte di alcuni problemi che hanno causato il ritardo.

Foriera la conferenza stampa, iniziare la chiacchierata da Cioccolandia 2023 viene da sé.

Ricordo che lo scorso anno il suo commento fu “E’ stata una splendida giornata”. Sulle ali di quel successo par di capire che quest’anno la proposta è molto più corposa

“Certo, i numeri hanno confermato quelle che erano le previsioni e quindi quest’anno hanno portato a svolgere Cioccolandia in due giornate, sabato e domenica, anziché in una sola. Non vorrei essere presuntuosa dicendo che Cioccoladia è ormai l l’evento più importante della Val Tidone. Parliamo di circa 20mila persone che vengono da ogni parte, non solo della nostra provincia, ma anche da quelle vicine. Quest’anno la decisione di declinarla in due giorni porterà certamente più persone anche grazie alla crescita, verificatasi negli anni, dovuta alla voglia che abbiamo sempre avuto di fare le cose insieme. “Fare le cose assieme” è la mia stella polare, ma dovrebbe esserlo di qualsiasi amministratore. Quando si ama il proprio territorio non ci sono titubanze, si fatica tutti assieme. Cioccoladia è il risultato del volontariato di tante persone ad iniziare dalla Pro Loco che è l’organizzatore. Organizzazione che richiede mesi di lavoro da parte dei volontari diretti da Sergio Bertaccini. Distribuire l’evento su due giorni comporta quest’anno un maggiore impegno. Due giorni che comportano un connubio tra commercio fisso e commercio ambulante. In quest’occasione vogliamo ringraziare gli ambulanti che verranno dislocati in aree diverse da quelle consuete per dare la possibilità a tutti – agli organizzatori di Cioccolandia, espositori, ambulanti – di coglier questo momento come una grande occasione di maggiore visibilità e affermazione commerciale”

A proposito di ambulanti, sicuramente sa come da più parti, si sottolinea la perdita di attrattività del mercato della domenica evidenziando come l’dea di svolgere Cioccolandia in due giornate sia anche un tentativo di recuperare attrattività

“Questo è un argomento che richiederebbe molto tempo ed analisi da parte di professionisti del settore. Sappiamo come il commercio in questi anni abbia vissuto un cambiamento: l’e-commerce si è sviluppato moltissimo penalizzando sia i negozianti che gli ambulanti. Posso dire però che questo mercato regge rispetto ad altre realtà omologhe che invece hanno subito declini molto consistenti. Innegabilmente è in atto un cambiamento. Occorre comprendere quali sono le cause e lavorare per ovviare alle trasformazioni che qualcuno subisce negativamente. A causa del covid alcuni ambulanti storici hanno ceduto le licenze ad ambulanti stranieri, numerosi negozi hanno abbassato la saracinesca. Se poi guardiamo quali sono i banchi più attrattivi, vediamo che sono quelli che propongono acquisti a pochi euro…”.

Non voglio tediare con questo argomento, allarghiamo lo sguardo e parliamo dell’attività comunale: iniziamo dallo scalo ferroviario a beneficio del polo logistico, i vostri sforzi cosa hanno prodotto, a che punto sono i lavori?

“C’è appena stato un incontro tra i responsabili di Ferrovie e l’amministratore del Polo logistico: hanno convenuto che la piena funzionalità del raccordo ferroviario avverrà nella prossima primavera. Probabilmente non avrò il piacere di inaugurarlo, ma questo non conta: importante che finalmente l’opera sia finita e che il territorio ne benefici. Ho sempre cercato di avere uno sguardo di sistema, cioè per progetti strategici come può essere, oltre al raccordo ferroviario, la costruzione di un asilo nido, la tombatura di un canale o la realizzazione della tangenziale. Senza però trascurare quegli interventi minimali che raccolgono la soddisfazione dei cittadini perché intervengono sulla quotidianità, offrendo la percezione del livello della qualità della vita: l’abbellimento di una piazza, il cosiddetto decoro urbano, la realizzazione di un parco giochi o l’allestimento di un’area verde, che comunque richiedono uno sforzo importante sia in termini di lavoro che di risorse”.

Relativamente alla costruzione dell’asilo appena citato, a che punto sono i lavori?

“Il cantiere è aperto, ci vorranno un paio d’anni perché l’asilo sia finito. Anche i lavori del terzo stralcio per la realizzazione della nuova sede comunale sono avviati e verranno completati all’inizio del prossimo anno”.

Restiamo sui lavori da iniziare o portare a termine: ci aggiorni sulla realizzazione della tangenziale di cui si parla ormai da quasi cinque anni

“Riguardo la realizzazione della tangenziale finalmente un punto di chiarezza importantissimo quindi esprimiamo soddisfazione perché, dopo circa tre anni di contenzioso amministrativo, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Gavio indicando nel Gruppo Dogliani il soggetto che sarà gestore dell’A21. Siamo ritornati al punto di partenza, esattamente al 2020 quando il Ministero dei Lavori Pubblici aveva indicato appunto Dogliani. Ora sappiamo chi realizzerà la tangenziale, ma non sappiamo quando. Oltre alla tangenziale di Castel San Giovanni, il concessionario dell’A21 avrà l’onere, pena la perdita della concessione, di realizzare tante altre opere infrastrutturali. Ne cito una per tutte, la tangenziale di Torino. A questo punto, non possiamo rischiare di essere dimenticati in qualche angolo. Devono intervenire i soggetti istituzionali che ci rappresentano: la Provincia, la Regione ed il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini che ha sempre assicurato la massima attenzione alla realizzazione della tangenziale. Un’opera assolutamente necessaria per liberare una parte della città da un traffico ormai insostenibile legato non solo alla presenza di un polo logistico così importante, ma anche a tutto il flusso di traffico che arriva dalla Lombardia

Avete annunciato la messa in sicurezza di alcuni attraversamenti pedonali in via Fratelli Bandera, via Allende e in Piazzale Gramsci…

“Questa è un obbiettivo che ci siamo prefissati in occasione del rifacimento di viale Amendola quando abbiamo deciso di allargare ad altre zone della città la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali illuminandoli e segnalandoli meglio. Per iniziare i primi otto: si trovano in via Fratelli Bandiera, via Salvator Allende e in piazzale Antonio Gramsci, luoghi che sono già stati teatro di incidenti anche gravi a danno di pedoni e ciclisti.  La sicurezza sulle strade è un argomento molto complesso che coinvolge tutti gli attori, pedoni, ciclisti e automobilisti ed anche le amministrazioni. L’iniziativa annunciata evidenzia una assunzione di responsabilità per una maggior tutela, in questo caso, di pedoni e ciclisti”.

Dalla sicurezza stradale ad un altro genere di sicurezza, quella che ci fa sentire esenti da pericoli o eventi comunque spiacevoli. Che aria tira nella vostra città? Qual è la percezione?

“Nove anni fa eravamo partiti con una situazione che esacerbava l’animo dei cittadini: oltre ad un susseguirsi di furti da parte di bande che arrivavano dal Pavese, si manifestava una microcriminalità locale che acuiva quel senso di insicurezza dei cittadini. Da allora abbiamo realizzato i controlli di vicinato, una migliore illuminazione, la sottoscrizione del protocollo “Mille luci sulla città”, incrementata la vigilanza privata sulle strutture pubbliche. Tante cose. Dai dati diffusi dal Comando Provinciale dei Carabinieri emerge che i reati contro il patrimonio, furti e rapine, sono drasticamente diminuiti. La percezione di insicurezza via via nel tempo si è sviluppata a causa di gruppi di ragazzi che si riuniscono ponendosi in atteggiamenti beffardi e spesso ostili: che si possono materializzare anche in azioni di danneggiamento di beni pubblici. Si produce in questo modo l’allontanamento delle persone dalla fruibilità dei luoghi pubblici. Mio malgrado ho ritenuto necessario emanare delle ordinanze per garantire il rispetto dei luoghi pubblici perché sono casa nostra ed allontanare questi episodi. Non chiediamo, come altri, la presenza di militari che, se venissero, non li rifiuteremmo: chiediamo invece la nomina, nel breve, di un comandante della stazione dei Carabinieri, retta in questo momento da un vice. Il comandante provinciale colonnello Breda ci ha assicurato che presto arriverà un comandante. Non possiamo però accontentarci di vivere in una situazione che richiede interventi sistematici in tempi brevissimi. Sarà mio impegno chiedere la convocazione in Prefettura della Commissione per la sicurezza e l’ordine pubblico al fine di trovare risposte adeguate”.

Parliamo ora di sanità, restando in ambito locale nonostante sia presidente della Conferenza Territoriale della Sanità: com’è la situazione all’ospedale di Castel San Giovanni?

“L’ospedale di Castel San Giovanni ha riaffermato il suo ruolo strategico e insostituibile nel momento in cui è scoppiato il Covid. E’ stato uno spartiacque tra la situazione precedente caratterizzata dalla riorganizzazione della rete ospedaliera che ha visto sia l’ospedale di Castel San Giovanni che Fiorenzuola caratterizzarsi per alcune specificità. Quindi le acuzie e le urgenze tutte concentrate nell’ospedale di Piacenza superando così il concetto di ospedale generalista dove si faceva tutto. La cosiddetta clinical competence che si basa sul fatto là dove si fanno interventi dello stesso tipo c’è la migliore competenza. Il Covid invece ha dimostrato come gli ospedali di prossimità siano assolutamente insostituibili perché un ospedale centralizzato, il Pronto soccorso in particolare, non può reggere a una valanga di casi. Le promesse dell’allora ministro Speranza che venne ad elogiare il personale del nostro nosocomio ci hanno portato in dote quattro milioni di euro che adesso l’azienda sanitaria ha deciso di utilizzare in una trasformazione dell’ospedale. A breve avremo notizia di alcune specificità del nostro presidio ospedaliero che potranno rappresentare una forte attrattività per il territorio lombardo che già si manifesta regolarmente…”

Può chiarire quali sono queste specificità?

“No, non posso anticipare nulla perché saranno la Regione e l’Azienda sanitaria a darne notizia”

Proviamo a indovinare, cardiologia?

“C’è un progetto di riabilitazione cardiologica…”

Come si suol dire, ci sono andato vicino

“…Ma non solo, c’è qualcosa di veramente importante che deve concludersi a breve”.

Continua a rimanere nel vago

“Come si sa, quello di Castel San Giovanni viene definito “ospedale della donna” scontando le ironie di qualcuno. Posso dire che, al di là delle definizioni, essendo stato individuato come centro salute in particolare per la donna, per l’oncologia senologica e la ricostruzione del seno, è diventato un punto di eccellenza. Il dottor Palli che è il chirurgo senologico registra un consenso da parte delle pazienti molto significativo. Oggi si inizia a parlare di medicina di genere con cui sarà bene fare i conti: donne e uomini sono diversi e quindi la medicina di genere è un plus rispetto a ciò che prima veniva genericamente definito e mi riferisco al primario dell’ospedale Gemelli di Roma che in un’intervista dice: curare un uomo è curare una persona, mentre curare una donna è come curare una comunità. E’ una definizione che faccio mia”

Entriamo più nel vivo dei servizi sanitari, il Pronto soccorso come funziona?

“Qui è operativo H12. I Pronto soccorso degli ospedali periferici hanno vissuto fasi alterne dal Covid in avanti: prima chiusi poi aperti H12. Dal prossimo anno il nostro vivrà una fase che vedrà l’introduzione dei CAU (Centro Assistenza Urgenza) che riceveranno il testimone dai Pronto soccorso H12 per la copertura delle altre 12 ore. Saranno formati da specializzandi che verranno formati dallo stesso personale del Pronto. Questa è certo una iniziativa che cerca di risolvere un problema endemico che era stato prospettato tanti anni fa e che oggi stiamo patendo. Purtroppo solo nel tempo, molto tempo, troverà una soluzione a causa di carenza del personale, sia infermieristico che medico, soprattutto di medicina d’urgenza”.

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