“L’ospedale di Villanova non deve chiudere”
Appello contro il trasferimento dell’unità spinale

0
Ospedale Giuseppe Verdi
VILLANOVA – ospedale giuseppe verdi

“L’ospedale di Villanova non deve chiudere”. Con migliaia di firme raccolte dai cittadini continua la campagna del comitato popolare, presieduto da Valter Bulla, sorto a difesa del “Giuseppe Verdi”, contro la paventata chiusura della struttura e il trasferimento dell’unità spinale a Fiorenzuola ventilato dalla Regione.  L’ospedale di Villanova, voluto nel 1888 dal Maestro Giuseppe Verdi, è oggi un moderno complesso sede di un centro di recupero e rieducazione funzionale tra i migliori in Italia. Recentemente è stato affiancato da una palestra e da una piscina per la riabilitazione in acqua. Un Centro dotato di 37 posti di riabilitazione intensiva, di cui 10 di Unità spinale, caratterizzati da una alta intensità di cura. La struttura è riconosciuta a livello regionale come Unità spinale in rete con l’Ospedale Maggiore di Parma, da cui i pazienti vengono trasferiti dopo la fase acuta. Molti di essi hanno tra i 25 e i 30 anni e hanno riportato danni neurologici non emendabili: la struttura di Villanova, oltre ad offrire un percorso riabilitativo completo, consente ai diversamente abili di recuperare indipendenza e autonomia in ambito familiare e sociale. Oltre ai ricoverati, ci sono anche decine di accessi giornalieri agli ambulatori, per il proseguimento delle cure. Si calcola che, in trent’anni, sul Centro di Villanova siano gravitati (e continuino a orbitare, vista l’età media piuttosto giovane) complessivamente oltre 1500 pazienti mielolesi, a cui si aggiungono circa 6mila utenti con altre lesioni. In Regione un’unità simile è presente a Imola, mentre in tutta Italia nel complesso sono circa una decina le strutture analoghe. Il bacino d’utenza è quello delle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia ma si registrano spesso accessi da tutto il Paese.
“Negli ultimi tempi– dichiara il sindaco di Villanova sull’Arda Romano Freddi – disparate voci provenienti da più parti vogliono che l’ospedale di Villanova sia destinato ad altro scopo, se non addirittura alla chiusura, nonostante abbia mantenuto nel tempo il proprio livello di eccellenza e, pur a fronte di scarsi per non dire nulli investimenti, sia stato oggetto di miglioramenti strutturali, come attesta un’indagine  sulla sicurezza antisismica. A queste voci che vorrebbero la cessazione delle funzioni di riabilitazione per la mielosi (codice 28), stanno rispondendo quelle dei circa 15000 firmatari di una petizione a favore dell’ospedale e la sottoscrizione unanime, maggioranza e minoranza compresa, di un ordine del giorno contrario alla chiusura da parte dei sindaci dell’Unione Bassa Val d’Arda-Fiume Po, che rappresenta un bacino di oltre 24mila abitanti”. “Ma per restare ai fatti – prosegue Freddi – occorre ricordare la dichiarazione del direttore generale dell’Asl di Piacenza, ing. Baldino, secondo il quale il suo mandato deriva direttamente da una delibera regionale e che non avrebbe preso decisione alcuna senza averla preventivamente concordata in sede di CTSS. Ma è altrettanto vero che tra gli obiettivi di mandato, al punto 1.4, si legge: ‘Inoltre l’Azienda dovrà ridefinire le funzioni di riabilitazione (codice 28) in relazione all’offerta regionale di assistenza al paziente mieloso, assicurandone una più adeguata collocazione logistica in relazione ai servizi accessori richiesti’. In altre parole, l’obiettivo di mandato affidato al direttore generale, nonostate tutte le dichiarazioni di decisioni condivise e partecipate, è quello di collocare altrove l’unità spinale di Villanova”. E aggiunge il sindaco di Villanova: “Un recente incontro in Regione con l’assessore alla Salute Sergio Venturi ha permesso di prendere in considerazione le nostre motivazioni (motivazioni concrete, reali e non semplicemente mosse da anacronistici campanilismi o eccessi di nostalgia), con la conseguente eliminazione del vincolo di mandato del direttore generale e l’incarico di verificare scenari alternativi. In definitiva – conclude Freddi – il depotenziamento, la riduzione, per non dire la chiusura dell’Ospedale di Villanova non combacia con le esigenze di miglioramento dei servizi a favore degli aventi bisogno. Per questo motivo si auspica che tutti i sindaci componenti la CTSS s’impegnino affinchè il direttore generale dell’Asl di Piacenza e la Regione Emilia Romagna non perseverino in quello che sarebbe un macroscopico errore sia sotto l’aspetto sanitario-gestionale sia sotto l’aspetto storico-culturale. Restiamo nel frattempo in attesa che dalla Direzione Generale ci venga sottoposto uno studio appropriato che vada nella direzione auspicata, cioè quella del mantenimento, del potenziamento e del miglioramento dell’Ospedale Giuseppe Verdi di Villanova”.

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.